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Peskov dal Cremlino: “Stati Uniti ostili con la Russia. Noi, sicuri della vittoria finale”

Il portavoce del Cremlino, Dmitrji Peskov, si fa sentire contro l’Occidente riguardo agli aiuti all’Ucraina.

Pubblicato il 17 Maggio, 2022

Il Cremlino torna a farsi sentire in modo piuttosto forte contro tutto l’Occidente, tanto gli Stati Uniti quanto l’Unione Europea, riguardo agli aiuti per l’Ucraina, sia di tipo economico che di tipo militare.

“Il Paese perde la sua sovranità”

Dmitrji Peskov, portavoce del Cremlino, durante una conferenza nell’ambito della maratona della Società della Conoscenza, ha sottolineato anche la guerra sia combattuta per non isolare la Russia dal resto del mondo: Le azioni dei Paesi occidentali nei confronti della Russia sono una guerra, sarebbe più corretto ora indicare i Paesi non amici come ostili. L’esistenza stessa della Russia è irritante per l’Occidente, il mondo occidentale è pronto a fare di tutto perché la Federazione non viva come vuole. Gli Stati Uniti si comportano in maniera ostile nei confronti della Russia. Il Paese perde la sua sovranità se non difende fermamente i suoi interessi. La Russia è sicura della sua vittoria e del raggiungimento degli obiettivi prefissati, è sicura che tutto andrà bene. Questa è un guerra diplomatica, guerra politica, questi sono tentativi di isolarci nel mondo, questa è una guerra economica. La Russia non può essere isolata politicamente, economicamente o nella sfera dell’informazione. Gli ucraini sono persone pacifiche e di talento, fraterne alla Russia, ma sono state ingannate per molto tempo”.

Un’indagine indipendente per fronteggiare i crimini di Bucha

Infine, sempre dal Cremlino e per bocca di Peskov, non sono mancati riferimenti alla questione relativa ai crimini di guerra di Bucha, in quanto è stato puntualizzato come sia fondamentale un’indagine imparziale e indipendente per far fronte alla situazione. “La cosa più spaventosa – ha detto – che abbiamo visto durante questa terribile guerra dell’informazione è un’inondazione di bugie, falsi, palcoscenici così terribili che la coscienza umana non può nemmeno immaginare. Mi riferisco, ad esempio, a questa brillante e sanguinosa messa in scena a Bucha, non lontano da Kiev”.