Pubblicato il 29 Aprile 2026
Le critiche al progetto
La coordinatrice Mpa di Catania, Pina Alberghina, torna a chiedere con forza la sospensione immediata del Piano regolatore portuale (Prp), sottolineando come le criticità evidenziate fin dall’inizio non siano state superate.
Secondo Alberghina, il piano sarebbe privo di una visione complessiva e organica, con il rischio di generare effetti negativi sul tessuto urbano e sull’ambiente cittadino. A distanza di mesi, queste perplessità non solo restano, ma risultano ancora più evidenti e aggravate, anche alla luce della situazione legale.
I ricorsi al Tar e i rischi per il Comune
Un elemento centrale riguarda la presenza di due ricorsi pendenti al Tar di Catania, con cui è stato chiesto l’annullamento della delibera di approvazione del Prp. In questo contesto, il Comune risulta coinvolto come controinteressato, aumentando l’incertezza sull’intero iter.
Per questo motivo, Alberghina ritiene necessario interrompere in via cautelativa ogni procedura attuativa, per evitare che eventuali decisioni dei giudici possano bloccare lavori già avviati.
La proposta: confronto tecnico immediato
L’esponente politica propone quindi l’apertura urgente di un tavolo tecnico, coinvolgendo anche l’Autorità di sistema portuale. L’obiettivo è riesaminare i punti più critici del piano e individuare soluzioni condivise che tutelino il territorio.
Secondo quanto dichiarato, proseguire senza un confronto potrebbe portare a conseguenze rilevanti, come:
- cantieri bloccati o opere incompiute
- possibili danni ambientali
- ulteriori complicazioni legali
“Non è ostruzionismo, ma responsabilità”
Alberghina respinge le accuse di opposizione pregiudiziale, chiarendo che la posizione del Mpa nasce da un senso di responsabilità verso il futuro della città.
L’obiettivo, conclude, è garantire che il porto rappresenti una reale opportunità di sviluppo, senza trasformarsi in un rischio per il paesaggio e l’equilibrio della costa catanese.

