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Pietro Bellantoni

Pietro Bellantoni, subito dopo l’assunzione la scoperta della malattia: tragedia colpisce la Rai

Pubblicato il 20 Settembre 2023

Un giornalista perbene. Un collega che vorresti sempre trovarti accanto perché i suoi modi e la sua raffinata e genuina amicizia erano peculiarità oggi davvero rare. 

Pietro Bellantoni è morto mercoledì notte, lascia la moglie e una bimba.

Pietro Bellantoni

Il redattore della sede Rai della Calabria ha lasciato in eredità un patrimonio di valori che il mondo del giornalismo calabrese deve riconoscergli per onorare la figura di un collega che, a soli 42 anni è stato colpito da un male che ha cercato, strenuamente, di combattere con tutte le sue forze. 

A marzo scorso era entrato in Rai dopo aver superato il concorso e di questo ne andava fiero.

Purtroppo la sua carriera di cronista politico, molto apprezzato, si è interrotta bruscamente un mese dopo quando, da un controllo medico all’ospedale metropolitano di Reggio Calabria, è emersa la malattia.

I sanitari sono subito intervenuti chirurgicamente: Pietro dopo la degenza sembrava essersi rimesso.

Era rientrato al lavoro, in Rai. Ritornato in video per raccontare in maniera pungente, ma equilibrata, la politica calabrese.

Al telefono era raggiante, per aver potuto riappropriarsi di un microfono e una telecamera e nel narrare le vicissitudini della malattia che l’hanno tenuto lontano dalla professione, appariva ancora più forte e motivato di prima. 

Poi la ricaduta che non gli ha dato scampo. 

Ricco il suo curriculum professionale: prima di approdare in Rai Pietro aveva lavorato nella redazione di Torino della Stampa Repubblica per poi passare a Studio Aperto.

Per dieci anni è stato redattore del Corriere della Calabria e, poi, coordinatore dell’ufficio stampa della giunta regionale della Calabria. Prima ancora aveva diretto il sito online Il Reggino.