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Genova, agenti della squadra mobile in azione.

Pisa, svolta sull’aggressione alla psichiatra: fermato un uomo nella notte

L’uomo è accusato di tentato omicidio della dottoressa Barbara Capovani

Pubblicato il 23 Aprile 2023

L’uomo è accusato di tentato omicidio della dottoressa Barbara Capovani

Un uomo di 35 anni, italiano, è in stato di fermo dalle 4 della notte (23 aprile) con l’accusa di tentato omicidio premeditato nei confronti della dottoressa Barbara Capovani, la psichiatra aggredita venerdì pomeriggio davanti all’ospedale Santa Chiara di Pisa e ricoverata in fin di vita,.

Il fermo è stato eseguito dalla polizia e disposto dalla procura di Pisa, in seguito a indagini condotte dalla squadra mobile.

Barbara Capovani è gravissima

La dottoressa Capovani ha subito un intervento chirurgico, ed è in gravissime condizioni dopo essere stata colpita più volte con un oggetto appuntito alla testa, forse una spranga; la prognosi resta riservata. “Le condizioni cliniche della paziente sono estremamente critiche, nonostante le procedure chirurgiche e anestesiologico-rianimatorie messe subito in atto in azienda ospedaliero-universitaria pisana le quali hanno stabilizzato il quadro”, spiega l’ultimo bollettino della Asl.

Sotto choc l’Ordine dei medici

Sotto choc per l’aggressione, l’Ordine dei medici e i sindacati della categoria: nell’ultimo anno in Toscana si sono registrate 1.258 aggressioni ai medici. A parlare di “atto gravissimo che addolora nel profondo” è il presidente della Federazione nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri, Filippo Anelli. “Questa violenza – aggiunge – ci riporta alla mente il barbaro assassinio della psichiatra Paola Labriola. E in queste ore siamo tutti vicini alla collega, perché riesca a farcela, alla sua famiglia, e anche ai sanitari dell’ospedale”.

Commenti anche dai medici e dirigenti Ssn Fp Cgil Toscana; “L’ennesimo atto di violenza nei confronti di un operatore sanitario. Un atto inqualificabile nei confronti di una professionista nell’esercizio delle proprie funzioni. Un atto vile nei confronti di una donna – aggiungono – e sono proprio le donne, infatti, a subire spesso queste violenze sul lavoro, retaggio culturale che emula le pulsioni della società. Il fatto che una donna, una professionista nell’esercizio della propria funzione, venga massacrata e ridotta in condizioni critiche deve aprire una profonda riflessione nelle istituzioni locali e regionali”. Fonte Ansa