Pubblicato il 5 Ottobre 2023
Sulla strage di Mestre è intervenuto anche l’ex ministro delle Infrastrutture, Danilo Toninelli, che ha detto la sua sui social. Le sue dichiarazioni hanno scatenato un vero e proprio vespaio, sollevando accuse pubblicate sul quotidiano Il Secolo d’Italia (oggi 5 ottobre) di ‘sciacallaggio, mentre si piangono 21 morti e feriti gravi, tutt’ora ricoverati, che rischiano la vita’.
Il post di Toninelli su Mestre
“La strage di operai sui binari di Brandizzo, la strage del bus di Mestre con il guardrail marcio, le tanti morti silenziose in incidenti stradali quotidiani causati da strade dissestaste, non sono morti accidentali”, ha scritto su Facebook Toninelli, secondo il quale “sono morti di Stato causate dalla follia di destinare tutti i soldi pubblici disponibili per le infrastrutture italiane ad opere inutili e costosissime come il Tav Torino-Lione o il ponte sullo Stretto”. “Opere chiamate ‘grandi’ – prosegue il post dell’ex ministro – per fottere la gente, facendo credere loro che siano importanti e necessarie. Opere che rendono felici solo i soliti notabili. Mentre l’unica vera grande opera primaria che serve a questo Paese è la manutenzione delle infrastrutture esistenti: mettere in sicurezza ed efficienza le strade che davvero servono e che usiamo nella vita di tutti i giorni. Quelle che invece crollano, si dissestano, che non hanno protezioni o che se le hanno sono marce”.
La riflessione di Toninelli si chiude con una considerazione durissima e destinata a scatenare furiose polemiche. L’esponente del M5S scrive: “Ma chi sono io per parlare?”, rispondendosi che “sono solo quello del nuovo ponte di Genova, costruito in tempi record e senza sprecare un solo euro in corruzione e/o clientele”. E, ancora – Toninelli, rincara la dose nel post scriptum: “Se ci fossi stato io al ministero dei Trasporti sarei stato impallinato a reti e partiti unificati. Invece tutti zitti, allineati e coperti a difendere questo sistema di potere dominante e corrotto. Questa è l’Italia di oggi. Peggio di quella di ieri. Peggio di sempre. Un paese senza speranza”, ha concluso.
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