Pubblicato il 25 Febbraio 2023
Una vicenda grottesca, una vicenda che vede protagonista in negativo un poliziotto che, invece di garantirla e starne affianco, in questa storia l’ha violata ed ora è stato condannato a due anni. I fatti risalgono al 2019. In Questura a Milano entrò un tassista che consegnò agli agenti presenti un portafogli, marca Prada, che un cliente aveva dimenticato in taxi. All’interno c’erano 250 euro. Al gesto onesto dell’uomo, però, non si accompagnò quello del poliziotto di turno che si intascò i soldi. All’epoca dei fatti, l’agente ora condannato, aveva 26 anni. Quest’ultimo scrisse sul verbale del ritrovamento del portafoglio, riportando però la marca sbagliata (Fossil, invece di Prada). Fu riportata anche la somma sbagliata di denaro contante presente all’interno: 10 invece di 250 euro. E, secondo l’accusa, la differenza di denaro, tra quanto c’era realmente e quanto riportato sul verbale, era proprio la somma intascata dall’agente.
Poliziotto intasca soldi da un portafogli smarrito, le coseguenze

Non appena emersero i primi sospetti, i colleghi di Milano aprirono le indagini e accertarono come, l’allora 26enne, aveva riportato e consegnato atti falsi per coprire ciò che aveva fatto. E non è finita qui. Secondo quanto appurato, infatti, il poliziotto, all’ufficio di Polizia che si occupa degli oggetti smarriti, aveva anche consegnato un altro tipo di portafogli. Per i giudici non ci sono più dubbi che a far sparire il denaro sia stato l’agente ora condannato. Ora, per il poliziotto della Questura di Milano si aprirà anche un procedimento disciplinare che avrà come conseguenza una sanzione: quella più grave potrà essere l’espulsione dalla polizia. L’agente subito dopo i fatti era già stato sospeso. Arrivata, intanto, una condanna definitiva di due anni. La Cassazione ha confermato i reati di peculato, falsità ideologica e materiale e depistaggio: l’ultimo grado di giudizio ha respinto il ricorso accertando la pena con la sospensione condizionale.

