Pubblicato il 16 Luglio 2026
A poche ore dalla sentenza sul crollo del Ponte Morandi, il clima si fa sempre più teso. A riaccendere il dibattito è stata la lettera di scuse dell’amministratore delegato di Autostrade, Arrigo Giana, un gesto che non è stato accolto positivamente dai familiari delle 43 vittime della tragedia di Genova.
La decisione dei giudici arriverà dopo quattro anni di processo, 284 udienze e 57 imputati chiamati a rispondere delle proprie responsabilità.
Le scuse di Autostrade alla vigilia della sentenza
Nella lettera diffusa nei giorni precedenti alla decisione del tribunale, Arrigo Giana ha espresso il proprio rammarico per quanto accaduto, sottolineando la volontà di arrivare alla verità insieme ai familiari delle vittime, ai cittadini genovesi e all’intero Paese.
L’amministratore delegato ha spiegato che, dopo il crollo del viadotto, si è chiesto perché non fossero state presentate subito delle scuse per una tragedia così grave.
La lettera, però, è stata letta anche come un tentativo di prendere le distanze dalla precedente gestione della società. Giana ha infatti evidenziato che le decisioni prese da alcuni dirigenti del passato hanno lasciato ferite profonde, aggiungendo che oggi Autostrade sarebbe una realtà diversa, caratterizzata da un nuovo assetto societario con controllo pubblico e nuovi azionisti.
I familiari delle vittime: “Scuse tardive e insufficienti”
La reazione del Comitato dei familiari delle vittime del Ponte Morandi è stata dura.
Egle Possetti, portavoce del Comitato, ha definito il momento scelto per la lettera “inopportuno”, sottolineando che le scuse sarebbero dovute arrivare molto prima.
Secondo Possetti, le parole da sole non sono sufficienti: servono soprattutto impegni concreti e un piano chiaro per garantire la sicurezza delle infrastrutture.
“Le scuse non bastano, servono fatti conseguenti”, è il senso della posizione espressa dai familiari, che hanno ricordato come la tragedia del Ponte Morandi abbia mostrato le conseguenze drammatiche di una gestione della sicurezza ritenuta inadeguata.
Il nuovo corso di Autostrade e le reazioni politiche
Le dichiarazioni dell’attuale amministratore delegato sono state invece accolte positivamente dal sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Alessandro Morelli, secondo cui il nuovo percorso intrapreso dalla società rappresenta un passo avanti rispetto al passato.
Sul caso è intervenuto anche il vicepremier Matteo Salvini, che ha preferito non commentare direttamente la lettera di scuse, ma ha ribadito l’importanza che le responsabilità vengano accertate e punite.
Secondo Salvini, non solo Genova ma l’intero Paese attendono una risposta dalla giustizia.
La sentenza dopo anni di processo
Ora l’attenzione è tutta rivolta all’aula magna del Palazzo di Giustizia di Genova, dove sarà pronunciata la sentenza di primo grado.
I giudici dovranno stabilire se l’ex amministratore delegato di Autostrade Giovanni Castellucci e gli altri 56 imputati siano responsabili del crollo del 14 agosto 2018, quando il Ponte Morandi collassò causando la morte di 43 persone.
Una decisione attesa da anni dai familiari delle vittime, che chiedono verità e giustizia per una ferita che, a distanza di tempo, resta ancora aperta.

