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Prandelli: serve una seconda squadra azzurra dopo l’Under 21

Pubblicato il 27 Aprile 2026

Un cambiamento inevitabile per il calcio italiano

Cesare Prandelli torna a parlare della situazione del calcio italiano e lo fa con chiarezza: il rinnovamento non è più rimandabile, ma necessario e obbligatorio. Secondo l’ex commissario tecnico, il vero ostacolo alla crescita è la mancanza di sintonia tra Lega Calcio e Federazione. Senza una collaborazione concreta tra le istituzioni, il sistema non potrà evolversi.

Prandelli insiste sulla necessità di ripartire dalle basi: il calcio deve ricominciare dai bambini, coinvolgendo tutte le figure del sistema – arbitri, genitori, dirigenti e procuratori – in un confronto serio e costruttivo.

Il modello Germania e il valore della Nazionale

Nel suo intervento, Prandelli richiama un esempio significativo: la riflessione fatta dalla Germania durante un periodo di crisi, quando la federazione si chiese quale fosse la squadra più importante del Paese. La risposta fu netta: non i club, ma la Nazionale.

Da qui nasce una provocazione: anche l’Italia è pronta a mettere la Nazionale al centro del progetto?

L’idea della seconda squadra italiana

Uno dei punti più concreti avanzati da Prandelli riguarda la creazione di una nuova struttura: una seconda squadra nazionale da affiancare all’Under 21.

L’ex ct spiega di aver già proposto questa soluzione al presidente federale Gravina:

  • dopo il percorso in Under 21, i giovani talenti rischiano di disperdersi
  • la Federazione investe nella loro crescita dai 14 ai 21 anni, ma poi non riesce a trattenerli né a valorizzarli pienamente

La proposta è chiara:
creare una squadra federale che permetta a questi giocatori di continuare a competere ad alto livello, evitando che restino senza spazio nei club.

“Se non trovano spazio altrove, dobbiamo essere noi a farli giocare”, è il concetto chiave. Un modello già sperimentato con successo in altri sport, come nel caso della nazionale sperimentale di pallacanestro.

Il futuro della panchina azzurra

Guardando avanti, Prandelli si esprime anche sui possibili allenatori della Nazionale:
i nomi in circolazione sono tutti affidabili, ma individua in Antonio Conte una figura particolarmente adatta.

Secondo lui, Conte potrebbe rappresentare il punto di partenza ideale per un nuovo ciclo, grazie alla conoscenza dell’ambiente e alla sua capacità di gestione.

Allo stesso tempo, emerge un auspicio importante:
far crescere nuovi allenatori direttamente all’interno della Federazione, per garantire continuità e identità tecnica.

Abete e Malagò: possibile collaborazione vincente

Infine, Prandelli commenta la corsa ai vertici della FIGC, soffermandosi su due figure di rilievo:

  • Giancarlo Abete, descritto come uno dei dirigenti più limpidi, corretti e onesti conosciuti
  • Giovanni Malagò, riconosciuto per aver rinnovato, vinto e fatto crescere numerosi atleti

La sua visione è costruttiva: una collaborazione tra queste due figure potrebbe portare a un progetto solido e vincente, evitando anche il rischio di commissariamento.

In sintesi, il messaggio di Prandelli è diretto: serve una riforma strutturale, coraggiosa e condivisa, con la Nazionale al centro e un percorso chiaro per i giovani talenti italiani. Foto: fermo immagine da un video

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