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Presentato a Napoli il progetto Smart Ambulance: specialisti collegati in tempo reale con il 5G

Pubblicato il 9 Ottobre 2026

A Napoli è stata presentata Smart Ambulance, un’innovativa soluzione tecnologica che punta a migliorare la gestione delle emergenze sanitarie attraverso la connessione in tempo reale tra il personale a bordo dell’ambulanza e i medici specialisti collegati da remoto. Il progetto sfrutta la rete 5G, l’intelligenza artificiale e gli strumenti di telemedicina per consentire la trasmissione immediata di elettrocardiogrammi, parametri vitali, immagini diagnostiche e video, anticipando le prime valutazioni cliniche già durante il trasporto del paziente.

L’iniziativa è stata illustrata presso l’Unione Industriali di Napoli e mira a trasformare il mezzo di soccorso in una vera e propria unità sanitaria mobile, capace di dialogare costantemente con la centrale operativa e le strutture ospedaliere.

Come funziona il sistema Smart Ambulance

Il progetto è sviluppato da Bourelly Group in collaborazione con Cortile, consorzio di ricerca sulle telecomunicazioni, e Tim Enterprise, con il patrocinio dell’Unione Industriali di Napoli.

La tecnologia permette all’équipe sanitaria presente sull’ambulanza di comunicare con i professionisti collegati a distanza mediante video ad alta definizione, telecamere installate nel veicolo e bodycam. In questo modo, gli specialisti possono ricevere informazioni cliniche aggiornate e contribuire alla valutazione del paziente prima ancora del suo arrivo in ospedale.

Tra le principali funzionalità figurano la trasmissione degli elettrocardiogrammi (ECG), il monitoraggio dei parametri vitali e la condivisione dei dati clinici disponibili. Il sistema può inoltre supportare procedure di valutazione tempestiva, tra cui lo screening neurologico in caso di sospetto ictus.

Un ulteriore elemento distintivo è rappresentato dall’integrazione di un assistente basato sull’intelligenza artificiale, progettato per agevolare la consultazione delle informazioni sanitarie, organizzare i dati raccolti e predisporre report clinici. Il suo contributo resta sottoposto alla supervisione del personale medico, che può verificare e modificare i contenuti prodotti prima della loro archiviazione.

Al termine dell’intervento viene elaborata una sintesi delle informazioni raccolte, utile a migliorare il trasferimento dei dati tra i servizi di emergenza territoriale e l’ospedale.

L’obiettivo: anticipare le valutazioni mediche e migliorare l’assistenza

Secondo Guido Bourelly, amministratore unico di Bourelly Health Service, il progetto punta alla creazione di un ecosistema sanitario digitale integrato, nel quale ambulanza, centrale operativa, medici, ospedali e servizi territoriali possano condividere informazioni in modo continuo.

La disponibilità di una connessione ad alte prestazioni consente di trasmettere rapidamente dati clinici, immagini diagnostiche, parametri vitali e flussi video, offrendo agli specialisti la possibilità di intervenire nelle valutazioni già durante la fase del soccorso.

L’ambizione è fare dell’ambulanza un punto sanitario mobile connesso alla rete territoriale, in grado di facilitare il coordinamento tra i diversi professionisti e favorire una presa in carico più tempestiva del paziente.

Pronto soccorso sotto pressione: i dati sulle emergenze in Italia

La presentazione del progetto ha offerto anche l’occasione per richiamare l’attenzione sulle difficoltà che interessano i pronto soccorso italiani, spesso alle prese con un elevato numero di accessi e carenze di personale.

Nicolino Esposito, direttore scientifico di Bourelly Health Service, ha citato una stima di 18,27 milioni di accessi annuali ai pronto soccorso italiani, con circa il 68% dei casi classificati come codici bianchi e verdi.

La spesa complessiva associata a questi accessi ammonterebbe a circa 3,5 miliardi di euro, con un costo medio stimato di 192 euro per paziente e tempi di attesa per il ricovero che raggiungerebbero mediamente le 31 ore.

Ulteriori criticità emergono dai dati richiamati durante l’incontro e attribuiti al XIV Congresso nazionale Simeu. Secondo queste rilevazioni, nove pronto soccorso su dieci soffrirebbero di carenze di organico: soltanto l’11% delle strutture disporrebbe di personale considerato adeguato, mentre l’89% sarebbe costretto a ricorrere a soluzioni temporanee per garantire la copertura dei turni.

In questo scenario, strumenti digitali capaci di migliorare la comunicazione tra soccorritori e specialisti potrebbero contribuire a rendere più efficiente l’organizzazione delle emergenze e la gestione delle informazioni cliniche.

Il contributo della ricerca e dell’innovazione tecnologica

Smart Ambulance si inserisce nelle attività di ricerca e sviluppo promosse da Cortile, realtà che riunisce partner industriali e accademici, tra cui Ericsson, Medinet, Università di Salerno e Politecnico di Milano.

Alessandro Pane, presidente del consorzio, ha sottolineato il valore dell’integrazione tra intelligenza artificiale, machine learning e connettività 5G, evidenziando il ruolo della collaborazione tra ricerca applicata e imprese nel portare le nuove tecnologie all’interno dei servizi sanitari.

La combinazione di queste soluzioni mira a rendere disponibili informazioni cliniche aggiornate durante le operazioni di soccorso, favorendo il coinvolgimento anticipato delle competenze specialistiche e una migliore preparazione dell’accoglienza ospedaliera.

5G, cloud ed edge computing per collegare ambulanza e ospedale

Francesco D’Angelo, Svp of Central & Local Government Market di Tim Enterprise, ha descritto Smart Ambulance come un sistema capace di trasformare l’ambulanza in un nodo intelligente della rete sanitaria, in grado di trasmettere dati e attivare il supporto degli specialisti già durante l’intervento.

La soluzione si basa sull’integrazione di rete 5G, edge computing, cloud e intelligenza artificiale, tecnologie che permettono di mettere in comunicazione la centrale operativa, il personale sanitario, gli specialisti e le strutture ospedaliere.

L’obiettivo è ridurre i tempi necessari per lo scambio delle informazioni, migliorare il coordinamento tra i professionisti e assicurare una maggiore continuità nella gestione del paziente, dal primo intervento fino all’arrivo in ospedale.

Smart Ambulance rappresenta quindi un tentativo di portare la sanità digitale direttamente sul luogo dell’emergenza, valorizzando la connettività e l’innovazione tecnologica per supportare il lavoro degli operatori sanitari e rendere più tempestivo il percorso di cura. Fonte: LaPresse

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