Pubblicato il 24 Aprile 2023
“Se non eri nelle sue grazie la pagavi”.
Lo ha affermato l’insegnante che ha denunciato la dirigente dell’istituto “Falcone” di Palermo, Daniela Lo Verde, arrestata per peculato e corruzione.
Le nuove intercettazioni sono “Indicative del clima che c’era nella scuola”.
Gli inquirenti lo citano come esempio della spregiudicatezza dell’indagata, la preside antimafia. A svelare l’ultimo risvolto dell’inchiesta della Procura Europea è l’intercettazione di una conversazione tra la dirigente e il suo vice, pure lui ai domiciliari con le stesse accuse.
Ad agosto scorso nella mensa dei ragazzi, razziata dalla Lo Verde che rubava e portava via dall’origano, all’acqua, al tonno e alle patatine, mancava il burro.
La soluzione la trova una delle collaboratrici della preside che trova un panetto nuovo nel frigo della preside, dove finivano tutte le derrate alimentari che la donna poi trasferiva a casa sua.
Incurante che l’alimento fosse scaduto, prima pensa di servirlo ai bambini aperto, in modo che le docenti non coinvolte nei raggiri non se ne accorgessero, poi ha un’idea migliore: cancellare la scadenza.
“A posto, non c’è più”, rivela la bidella a un’altra persona ancora non identificata, non sapendo di essere intercettata.
Della cosa viene informata la Lo Verde che ci ride su.
E al telefono dice ad Agosta: “Gli abbiamo cancellato la data di scadenza al burro”.
“Vi denunciano”, commenta ridendo Agosta. “Secondo me pure”, risponde sghignazzando la dirigente.
Esemplificativo del clima che si respirava nella scuola della Lo Verde, che oltre a depredare la mesa si sarebbe appropriata di pc e tablet destinati ai ragazzi, è il contenuto del verbale di interrogatorio dell’insegnante che, con la sua denuncia, ha dato il via all’inchiesta.
“Esiste una sorta di circuito consolidato secondo il quale se si rientra nelle grazie della preside si ha vita facile all’interno della scuola, altrimenti si vivono ritorsioni che rendono all’interno del plesso la vita molto difficile, come ad esempio quando ho denunciato unitamente a una collega il non rispetto delle normative Covid a due quotidiani online e subito dopo è stato indetto un collegio docenti in urgenza in cui la preside stessa chiedeva a tutti i docenti di smentire le nostre dichiarazioni sebbene io avessi delle prove fatte di video e fotografie”, ha raccontato ai pm Gery Ferrara e Amelia Luise la docente che, nel frattempo, ha cambiato istituto scolastico.
“Tutto questo creava nella scuola un clima di pressione a seguito del quale nessuno dei docenti contrastava la preside nelle sue decisioni – ha spiegato precisando che al Falcone – il mancato rispetto delle regole era una cosa ricorrente che spaziava dalle questioni giornaliere come la gestione degli alunni e della didattica alla gestione dei progetti finanziati dall’Unione Europea”.
Gli inquirenti hanno scoperto, tra l’altro, che la dirigente visto che i ragazzi disertavano i progetti europei e temeva di perdere i fondi raccoglieva le firma ad attività concluse o le faceva falsificare.

