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Primo Maggio 2026, sindacati in piazza per il ‘lavoro dignitoso’: Landini attacca il Decreto Lavoro

Pubblicato il 1 Maggio 2026

Manifestazione nazionale a Marghera e concertone a Roma

È partita la mobilitazione nazionale di Cgil, Cisl e Uil in occasione del Primo Maggio, che quest’anno si svolge a Marghera, nel Veneziano. Il tema centrale della giornata è “lavoro dignitoso”, al centro delle rivendicazioni sindacali. Dopo la manifestazione, come da tradizione, seguirà il grande concertone a Roma.

Migliaia in corteo in tutta Italia

La giornata si è aperta con numerosi cortei lungo la Penisola. A Torino migliaia di persone hanno già sfilato, mentre un altro corteo è in marcia verso Portella della Ginestra, luogo simbolo della memoria del lavoro. Intanto, anche all’estero si registrano tensioni, con decine di arresti durante le manifestazioni a Istanbul.

Landini attacca il decreto lavoro

Dal palco di Marghera, il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, ha espresso dure critiche al decreto lavoro. “Non dà un euro ai lavoratori”, ha dichiarato, sottolineando come le risorse previste – circa 960 milioni di euro – siano destinate alle imprese e non ai dipendenti.

Secondo Landini, il provvedimento non produce effetti concreti sui salari, che restano invariati, né garantisce un reale miglioramento delle condizioni lavorative. Ha inoltre evidenziato che gli incentivi alle assunzioni non sempre si traducono in nuova occupazione, e che il decreto non interviene in modo efficace contro i cosiddetti “contratti pirata”.

Salari e diritti al centro della battaglia sindacale

Per il leader della Cgil, la priorità assoluta è l’aumento significativo degli stipendi. Ha poi richiamato l’importanza della trattativa in corso con le associazioni imprenditoriali sulla rappresentanza.

I lavoratori devono poter votare gli accordi e scegliere i propri delegati, ha affermato, sottolineando che ogni sindacato dovrebbe essere valutato in base al numero di iscritti e ai consensi ottenuti. Lo stesso criterio, secondo Landini, dovrebbe valere anche per le imprese.

Infine, ha ribadito la necessità di interventi legislativi: “I contratti pirata devono essere messi fuori legge”, ha dichiarato, denunciando come sia inaccettabile che le aziende possano scegliere liberamente il contratto più conveniente a scapito dei diritti dei lavoratori.

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