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Torino, recupera la vista dopo anni di cecità: eseguito il primo trapianto da un occhio all’altro

Pubblicato il 26 Luglio 2026

Un risultato che potrebbe segnare una svolta nella storia dell’oftalmologia arriva da Torino. Presso la Città della Salute e della Scienza, l’équipe della Clinica Oculistica universitaria dell’ospedale Molinette ha realizzato il primo intervento al mondo di autotrapianto completo da un occhio all’altro, permettendo a una donna di tornare a vedere dopo oltre cinque anni di cecità totale.

Un’operazione mai eseguita prima

La protagonista è Elena, 67 anni, che aveva perso completamente la vista in seguito a un grave incidente stradale. Il trauma aveva distrutto il nervo ottico dell’occhio sinistro, rendendolo incapace di trasmettere le immagini al cervello, ma lasciando intatte molte strutture oculari. L’occhio destro, invece, era già compromesso da una maculopatia e aveva subito danni irreversibili alla retina e alla cornea.

In condizioni normali un trapianto di cornea non sarebbe stato possibile, perché la parte contenente le cellule staminali era stata completamente distrutta. Per anni la paziente è rimasta senza alcuna possibilità terapeutica.

L’intuizione che ha cambiato tutto

L’équipe guidata dal professor Michele Reibaldi ha deciso di utilizzare i tessuti sani dell’occhio sinistro, non più funzionante, per ricostruire quello destro. I chirurghi hanno trasferito un intero blocco anatomico composto da cornea, sclera, congiuntiva e, fatto assolutamente inedito, dalla parte centrale della retina chiamata macula.

Questo complesso trasferimento biologico ha consentito di creare un nuovo occhio funzionale partendo da due occhi gravemente danneggiati. L’intervento, durato quasi sei ore, ha richiesto la collaborazione di oculisti, anestesisti, infermieri e direzione sanitaria.

I primi risultati sono incoraggianti

Secondo i medici, i controlli eseguiti nei giorni successivi mostrano un buon attecchimento dei tessuti trapiantati e un progressivo recupero della funzione visiva. Saranno necessari ulteriori monitoraggi per capire fino a che punto la retina trasferita riuscirà a funzionare, ma i segnali iniziali sono considerati molto positivi.

Il momento più emozionante è arrivato quando Elena ha riaperto gli occhi e ha potuto riconoscere il volto del figlio e della sua cagnolina Joe, che da anni la accompagnava come cane guida.

Joe, la compagna inseparabile di Elena

La donna è stata ricoverata insieme a Joe, la sua fedele cagnolina. La direzione dell’ospedale ha autorizzato la presenza dell’animale per tutta la degenza, riconoscendo il valore del legame affettivo e del supporto che il cane ha rappresentato durante gli anni di cecità.

«Una nuova frontiera della chirurgia oculistica»

«Questo intervento apre una nuova frontiera nella chirurgia dell’occhio», ha dichiarato il professor Michele Reibaldi. «Fino a oggi il trapianto contemporaneo del segmento anteriore era stato eseguito una sola volta al mondo, mentre nessuno era mai riuscito a trapiantare la zona centrale della retina. Ora dobbiamo valutare nel tempo la funzionalità della retina trasferita, ma i primi riscontri ci fanno sperare».

Il valore della sanità pubblica

Anche il direttore generale della Città della Salute e della Scienza, Livio Tranchida, ha definito l’operazione «un intervento ai limiti dell’impossibile e senza precedenti», sottolineando il ruolo decisivo dei professionisti coinvolti e l’importanza della sanità pubblica nel sostenere cure altamente innovative.

Per Elena il percorso di recupero continua, ma l’obiettivo è chiaro: tornare a vivere in autonomia e rivedere il mondo che per anni era rimasto nel buio. Fonte: LaPresse – Immagine di repertorio

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