Pubblicato il 14 Dicembre 2023
“Perché, durante il rapporto orale, non ha reagito con i denti?. Ma perché non ha urlato?. Che tipo di pantaloni indossava?. Queste sono solo alcune delle incredibili domande rivolte a una ragazza vittima di un presunto stupro di gruppo. E non nel 1920 ma ieri, in una delle udienze del processo che vede coinvolti gli imputati Ciro Grillo, Francesco Corsiglia, Vittorio Lauria ed Edoardo Capitta”.
Così Cathy La Torre, legale e attivista che combatte le sue battaglie contro le discriminazioni anche sui social.
“Davvero siamo ancora fermi a questo livello? Ai no che vanno urlati? Ai genitali che vanno azzannati. Neanche in un’aula di tribunale una donna è libera da domande violente”, stigmatizza con fermezza.
Infuriano le polemiche per le domande di uno degli avvocati difensori durante la deposizione fiume in Tribunale della principale accusatrice e presunta vittima dello stupro di gruppo.
La giovane italo-norvegese, che nel luglio del 2019 ha accusato Ciro Grillo, Francesco Corsiglia, Edoardo Capitta e Vittorio Lauria, ieri ha ribadito il suo racconto in aula davanti al Tribunale di Tempio Pausania ma ha dovuto rispondere per più di 5 ore alle domande dei difensori.
“Ci può spiegare come le sono stati tolti gli slip?”, è un’altra delle domane al centro della contestazione ma l’avvocata di Corsiglia ribatte: “Il processo si fa per accertare i fatti e i tanti non ricordo“.
Tra le questioni molto delicate sollevavate dall’avvocata Antonella Cuccureddu, difensore di Francesco Corsiglia, anche slip, morsi alle parti intime e reazioni fisiche durante il presunto stupro che ha spinto legale di parte civile della giovane a parlare di “interrogatorio da Medioevo”. Al centro della disputa alcuni quesiti che l’avvocata ha posto in aula per chiarire alcuni aspetti precisi della vicenda.

Domande che hanno costretto la 19enne a entrare nei dettagli di quanto accaduto. “Mi sento svuotata, sono esausta, mi viene da vomitare” avrebbe detto la 19enne, stando al suo avvocato.
Il legale difensore però rigetta ogni tipo di insinuazione e difende le sue domande: “Nei processi si ricostruiscono i fatti. Il fatto di cui discutiamo è un fatto di violenza sessuale e non c’è niente di intimo in una violenza sessuale. O è una cosa intima o è una violenza sessuale. E il processo si fa per capire se è stata una cosa intima o violenza sessuale”. Per la legale si tratta di domande minuziose dovute alla “sequela di non ricordo” della vittima nei precedenti interrogatori.
L’avvocato della teste, però, ribatte che quello della ragazza è stato un racconto sempre “molto chiaro” e che “Il testimone è a disposizione del tribunale ma ovviamente nel rispetto della sua persona. Sicuramente c’è una vittima che va rispettata”.
“Tutte le domande che sono state poste sono state vagliate, nonostante ci fossero state alcune opposizioni, da un tribunale che può lavorare in questo modo. Perché nel 1988 è stato introdotto il sistema accusatorio che ha il suo punto focale nel controesame, che può riguardare non i pianti e i sentimenti della vittima, può riguardare solamente i fatti” replica l’avvocata che oggi sarà di nuovo in aula per proseguire l’udienza del processo Ciro Grillo.
“Il concetto di vittimizzazione parte da un presupposto, che ci sia una vittima. Il processo si fa per accertare se c’è una vittima. Dopo di che il processo si fa per accertare i fatti che sono sequenze di condotte che si realizzano in un luogo e in un tempo. Si deve chiedere cosa è accaduto, segmento per segmento” ha proseguito l’avvocata, denunciando una pressione mediatica che “farà presente al Tribunale”.
Oggi la stessa Cuccureddu riprenderà l’esame della principale accusatrice dei quattro imputati. Secondo l’avvocata, il suo assistito nelle sue dichiarazioni spontanee in aula “ha detto chiaramente di non essere stato presente all’episodio di violenza sessuale di gruppo”.
Sempre oggi in aula forse potrebbero essere proiettati i tre spezzoni di video che immortalerebbero i fatti accaduti nella villetta della famiglia Grillo in Costa Smeralda e che ieri non sono stati proiettati.

