Pubblicato il 28 Agosto 2026
La rivolta nella casa circondariale di Cavadonna
Momenti di forte tensione si sono verificati nel carcere di Cavadonna, a Siracusa, dove un gruppo di detenuti è salito sui tetti della struttura dando vita a una protesta che si è conclusa soltanto durante la notte.
Secondo quanto riferito dall’Organizzazione sindacale autonoma di polizia penitenziaria, i detenuti coinvolti sarebbero alcuni cittadini stranieri che nei giorni precedenti erano già stati protagonisti di episodi di tensione e scontri con altri detenuti.
La protesta sarebbe iniziata mentre era in corso l’attesa per il trasferimento di alcuni reclusi. In quel momento, i detenuti avrebbero forzato le recinzioni dei cortili destinati alla passeggiata, riuscendo poi a raggiungere i tetti dell’istituto.
Calcinacci e oggetti contro gli agenti
La situazione è rapidamente degenerata. Dall’alto della struttura sarebbero stati lanciati calcinacci e altri oggetti contro il personale della polizia penitenziaria intervenuto per contenere la protesta.
Il bilancio degli scontri è di undici agenti feriti. Sette poliziotti penitenziari sono stati accompagnati al pronto soccorso di Siracusa, mentre altri quattro sono stati trasferiti all’ospedale di Avola.
Per affrontare l’emergenza è stato necessario richiamare in servizio personale che si trovava fuori turno e far arrivare rinforzi provenienti da altri istituti penitenziari.
Mobilitate le forze dell’ordine
La situazione ha richiesto anche l’intervento delle altre forze di polizia. All’esterno del carcere sono arrivati carabinieri, polizia di Stato e Guardia di finanza, pronti a intervenire qualora la protesta fosse ulteriormente degenerata.
Dopo diverse ore di tensione, la situazione è tornata sotto controllo nel corso della notte e la protesta si è conclusa.
Il sindacato: “Servono interventi immediati”
Sull’accaduto è intervenuto Giuseppe Argentino, segretario provinciale dell’Osapp, che ha chiesto una risposta decisa da parte delle istituzioni.
Secondo il rappresentante sindacale, lo Stato deve dare un segnale forte e intervenire rapidamente per garantire maggiore sicurezza all’interno degli istituti penitenziari. Tra le richieste avanzate figurano anche provvedimenti disciplinari severi nei confronti dei responsabili.
Argentino ha inoltre espresso apprezzamento per l’intervento diretto del provveditore Maurizio Veneziano, sottolineando come la presenza del dirigente generale dell’amministrazione penitenziaria sul posto abbia contribuito a rafforzare il senso di sicurezza tra gli agenti impegnati nella gestione dell’emergenza. Immagine di repertorio

