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Proteste studentesche in Francia, tensione a Parigi: scontri con la polizia e stop alle lezioni nei licei

Pubblicato il 6 Ottobre 2026

La protesta degli studenti francesi entra in una nuova fase e torna a registrare momenti di forte tensione. A Parigi, durante il terzo giorno consecutivo di mobilitazioni, il corteo partito da Place de la République e diretto verso Place de la Nation è sfociato in scontri tra manifestanti e forze dell’ordine.

Petardi, fumogeni e altri oggetti sono stati lanciati contro gli agenti, che hanno utilizzato gas lacrimogeni per disperdere i manifestanti. Nel frattempo, il premier francese Sébastien Lecornu ha annunciato una sospensione delle normali attività didattiche nei licei, con l’obiettivo di consentire agli studenti di discutere all’interno degli istituti le ragioni della mobilitazione.

Scontri a Place de la Nation

La situazione è diventata più tesa nel pomeriggio di oggi, 6 ottobre, quando il corteo ha raggiunto Place de la Nation, punto previsto per la conclusione della manifestazione.

Secondo quanto riportato dai media francesi, alcuni partecipanti hanno lanciato petardi, fumogeni e oggetti contro il dispositivo di sicurezza. Le forze dell’ordine hanno reagito ricorrendo ai lacrimogeni.

Alcune immagini diffuse online mostrano persone con abiti scuri e il volto coperto mentre lanciano oggetti e fumogeni verso gli agenti schierati. La manifestazione era partita intorno alle 14 da Place de la République.

Lecornu: nei licei spazio al confronto degli studenti

Mentre le proteste proseguono nelle strade, il governo ha deciso di intervenire anche sul fronte scolastico.

Parlando all’Assemblée Nationale, il premier Sébastien Lecornu ha annunciato la sospensione delle normali lezioni nei licei. L’obiettivo è permettere agli studenti di dedicare tempo al confronto sulle motivazioni della protesta.

Nei prossimi giorni, secondo quanto annunciato dal capo del governo, i dirigenti scolastici dovranno organizzare negli istituti momenti dedicati alla discussione e alla partecipazione degli studenti, definiti da Lecornu come un «momento di democrazia interna».

Le mobilitazioni riguardano soprattutto la richiesta di maggiori risorse per la scuola, più personale, interventi sugli edifici scolastici e una riduzione del sovraffollamento nelle classi.

Il bilancio: centinaia di feriti dall’inizio delle proteste

Durante il suo intervento in Parlamento, Lecornu ha fornito anche un bilancio degli episodi avvenuti dall’inizio delle mobilitazioni, cominciate il 17 settembre.

Secondo i dati comunicati dal premier, sono rimasti feriti 215 studenti, 85 dipendenti del sistema scolastico e 715 tra agenti di polizia e gendarmi.

Per Lecornu si tratta di una situazione particolarmente grave per il mondo dell’istruzione pubblica, sia per il numero di persone coinvolte sia per il livello di violenza raggiunto durante alcune manifestazioni.

Il premier ha inoltre criticato quella che ha definito una «banalizzazione della violenza», sostenendo che simili episodi non possono essere considerati accettabili.

Una mobilitazione che continua a crescere

La giornata di Parigi conferma quindi l’elevata tensione attorno a una protesta che va avanti da diverse settimane.

Da una parte gli studenti chiedono più investimenti, personale e migliori condizioni nelle scuole; dall’altra il governo deve gestire un movimento che in alcune occasioni è sfociato in episodi di violenza e in confronti con le forze dell’ordine.

La decisione di fermare temporaneamente le normali attività didattiche nei licei punta ora a creare spazi di discussione interna, nel tentativo di riportare il confronto sulle ragioni della protesta e di ridurre la tensione negli istituti. Immagine di repertorio

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