« Torna indietro

radon

Giustizia: il tribunale di Milano. Immagine generica. Foto ANSA/Roberto Ritondale

Gas radon nei sotteranei del Tribunale di Milano? 5 lavoratori su 10 ammalati di cancro

Pubblicato il 11 Gennaio 2022

La Procura Generale di Milano cerca gas radon nei sotteranei del Tribunale di Milano. Per questa ragione, la Procura ha affidato a una società il compito di rilevare la presenza del gas nei locali sotterranei del Tribunale di Milano.

Il gas radon e le patologie oncologiche

Nei giorni scorsi Lino Gallo, funzionario dell’ufficio gip e segretario nazionale della FLP (Federazione lavoratori pubblici e funzioni pubbliche), aveva inviato una lettera alla Conferenza permanente della sicurezza, presieduta dal capo del Tribunale, e al presidente della Corte d’Appello Giuseppe Ondei, in cui denuncia che “più volte, fin dal 2007, gli organi competenti sono stati interessati della presenza di gas radon oltre che della circostanza di patologie oncologiche gravi contratte da alcuni lavoratori impegnati nelle attività in questi locali, che si trovano 3-4 metri sotto al livello della strada, con tutta probabilità causate dall’esposizione di gas radiogeno”.

“Cinque persone su dieci che lavorano negli uffici ‘Archivio generale’ e ‘Corpi di reato’ nei locali sotterranei del Tribunale di Milano si sono ammalate di cancro negli ultimi anni. La coincidenza – spiega Lino Gallo – potrebbe essere messa in stretta relazione alla presenza di gas radon radioattivo in questi spazi cantinati”

L’impresa U-Series, così come fa sapere l’Agi, avrà il compito attraverso la fornitura di 200 rilevatori “di determinare la concentrazione media annua di radon in aria” attraverso due rapporti con cadenza semestrale. Nel documento firmato dalla procuratrice generale Francesca Nanni, si spiega che la scelta dell’affidamento diretto è stata presa “per ragioni di efficacia e tempestività”.

Il presidente del Tribunale scrive alla Flp  

Il presidente del Tribunale Roberto Bichi in una lettera rivolta alla FLP e allo stesso presidente della Corte d’Appello, oltre che al procuratore facente funzioni Riccardo Targetti, ha sostenuto che gli accertamenti sull’eventuale presenza di radon negli scantinati sono “già stati disposti in seguito a una delibera della Conferenza Permanente del 6 maggio 2021 e sono operativamente seguiti dalla Procura Generale”.

“Spiace  leggere – queste le parole di Bichi – che in difetto di informazioni si indichino i capi degli uffici come soggetti che ignorano e violano le norme di legge sulla sicurezza nei luoghi di lavoro quando è impegno quotidiano quello di assumere iniziative per la manutenzione e la sicurezza del Palazzo”.

Bichi parla, come evidenzia l’Agi, di “tono inutilmente polemico se non offensivo da parte dei lavoratori”.