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Randazzo, controlli dei NAS in due ristoranti: sequestrati alimenti scaduti e irregolarità sanitarie

Pubblicato il 13 Maggio 2026

Verifiche dei Carabinieri in attività di ristorazione del territorio

Proseguono i controlli dei Carabinieri a Randazzo nell’ambito delle attività dedicate alla tutela della salute pubblica e della sicurezza alimentare. I militari della stazione locale, insieme ai colleghi del Nucleo Antisofisticazione e Sanità (NAS) di Catania, hanno effettuato due ispezioni in altrettanti ristoranti del territorio etneo.

Nel corso delle verifiche sono emerse diverse violazioni legate alle normative igienico-sanitarie e alla corretta conservazione degli alimenti, con conseguenti sanzioni amministrative nei confronti dei titolari delle attività.

Mancato aggiornamento del protocollo HACCP: multa da 2 mila euro

Il primo controllo ha riguardato un ristorante situato nella periferia di Randazzo. Qui i Carabinieri hanno accertato il mancato rispetto delle procedure previste dal protocollo HACCP, obbligatorio per tutte le attività che operano nel settore alimentare.

Alla titolare dell’esercizio, una donna di 58 anni residente in zona, è stata contestata una sanzione amministrativa pari a 2.000 euro.

L’HACCP rappresenta uno strumento fondamentale per garantire la sicurezza degli alimenti, poiché consente di individuare e prevenire eventuali rischi durante le fasi di preparazione, conservazione e somministrazione dei prodotti destinati ai consumatori.

Alimenti senza tracciabilità e prodotti scaduti nel centro storico

Una seconda ispezione è stata eseguita in un’attività di ristorazione del centro storico di Randazzo, gestita da un 42enne del posto. Durante i controlli i militari hanno rilevato la presenza di circa 25 chilogrammi di alimenti privi di tracciabilità, oltre a diverse confezioni di uova, albumi e tuorli scaduti.

Nel locale sono stati inoltre trovati 7 litri di olio e 10 litri di aceto non conformi alle disposizioni previste dalla normativa vigente.

Per il titolare è scattata una sanzione amministrativa da 1.500 euro, mentre tutti gli alimenti irregolari sono stati sequestrati e destinati alla distruzione.

Segnalazione all’Autorità sanitaria

Le violazioni riscontrate riguardano anche la normativa che impone la piena tracciabilità degli alimenti e delle materie prime utilizzate nelle attività di ristorazione. Questa procedura consente infatti di risalire rapidamente alla provenienza dei prodotti in caso di rischi per la salute pubblica o necessità di ritiro dal mercato.

Come previsto dalle disposizioni vigenti, le irregolarità accertate saranno comunicate anche all’Autorità sanitaria competente.

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