Pubblicato il 3 Maggio 2026
La posizione dell’amministratore delegato
L’amministratore delegato della Rai, Giampaolo Rossi, è intervenuto nel dibattito nato attorno alle dichiarazioni del giornalista Sigfrido Ranucci. In un’intervista rilasciata a Il Sole 24 Ore, ha chiarito con fermezza la linea dell’azienda: il giornalismo d’inchiesta è un valore fondamentale, ma deve basarsi esclusivamente su fonti attendibili e verificate.
Il caso e le polemiche
La controversia è nata dopo alcune affermazioni fatte da Ranucci durante la trasmissione “È sempre Cartabianca” su Rete 4, riguardanti il ministro della Giustizia Carlo Nordio. Le parole del giornalista hanno acceso un duro confronto pubblico, spingendo i vertici Rai a intervenire per ribadire i principi editoriali del servizio pubblico.
Il ruolo del servizio pubblico
Rossi ha sottolineato che la Rai difende da sempre il giornalismo d’inchiesta, considerandolo parte integrante della propria identità. Tuttavia, ha precisato che non è accettabile che accuse, soprattutto se rivolte a figure istituzionali o a qualsiasi cittadino, si basino su fonti dichiarate come non verificate.
Secondo l’ad, il servizio pubblico ha il dovere di garantire rigore, accuratezza e responsabilità, elementi imprescindibili per mantenere la fiducia dei cittadini.
La precisazione sulla partecipazione di Ranucci
Infine, Rossi ha chiarito un punto organizzativo: Ranucci era stato autorizzato a partecipare alla trasmissione esclusivamente per presentare il suo libro, non per intervenire in un talk show o entrare nel merito di questioni politiche o giudiziarie. Questo dettaglio aggiunge un ulteriore elemento alla discussione interna ed esterna sull’accaduto. Fonte: LaPresse

