Pubblicato il 30 Agosto 2026
L’ex volto di Report accusa la politica dopo l’uscita dalla conduzione
Sigfrido Ranucci torna a parlare della sua uscita dalla conduzione di Report e punta il dito contro la politica, accusata di non aver reagito alla vicenda. Il giornalista ne ha parlato al termine dello spettacolo Diario di un trapezista, andato in scena al Teatro dell’Efebo di Agrigento.
Davanti al pubblico, Ranucci ha sostenuto che i cittadini avrebbero compreso quanto accaduto, mentre sarebbe ora la politica a dover fare altrettanto.
“Mi hanno ammazzato, hanno tentato per 23 anni. Sono strutturato per difendermi da solo”, ha dichiarato il giornalista, utilizzando parole particolarmente dure per descrivere la situazione.
La risposta alla deputata del Movimento 5 Stelle
Nel corso dell’incontro, la deputata del Movimento 5 Stelle Ida Carmina gli ha espresso solidarietà con un “Noi ci siamo”. Ranucci ha replicato con una battuta dal tono ironico: “Sì, dopo al funerale”.
Secondo il giornalista, inoltre, l’interesse della politica sulla vicenda potrebbe essere destinato a durare poco. “Un paio di giorni”, ha osservato, prima che l’attenzione torni a spegnersi.
Il riferimento alla Vigilanza Rai
Ranucci ha poi collegato la vicenda anche all’attuale assenza della commissione parlamentare di Vigilanza Rai. A suo giudizio, la mancanza dell’organismo parlamentare avrebbe contribuito a creare le condizioni per procedere con la sua estromissione dalla conduzione di Report.
I legali contestano formalmente la decisione della Rai
Sul piano formale, la vicenda è stata contestata attraverso i legali di Ranucci, gli avvocati Roberto De Vita e Stefano Rossi.
In una lettera di cinque pagine inviata alla Rai, al direttore dell’Approfondimento Paolo Corsini e, per conoscenza, al responsabile delle Risorse Umane Felice Ventura, i legali hanno contestato la decisione comunicata al giornalista il 28 agosto 2026.
La comunicazione viene indicata come una formale contestazione della decisione aziendale e dei suoi effetti, dei quali viene messa in discussione integralmente la legittimità.
Secondo la posizione espressa dai legali, non sussisterebbero né sul piano dei fatti né su quello giuridico motivazioni sufficienti a giustificare la rimozione di Ranucci da Report.

