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Rapina in città. Scappa coi soldi dell’incasso dalla parafarmacia, ma viene subito bloccato

Pubblicato il 17 Maggio, 2022

Non accenna a placarsi l’escalation di furti nel Salento. Dopo quelle dei giorni e settimane scorse, ancora una rapina in città si è verificata nella mattinata di sabato scorso, 14 maggio, in una parafarmacia di viale Marche, zona assai centrale del capoluogo salentino. Ad agire è stato un bandito solitario che si è presentato presso l’esercizio commerciale senza armi, ma con il volto travisato da un cappuccio e la mascherina anticovid. L’uomo, un 33enne già noto alle forze dell’ordine, si è avvicinato alla dipendente della parafarmacia, intimandole di consegnare nelle sue mani il denaro contante presente nel registratore di cassa. “Stai tranquilla, dammi i soldi della cassa così me ne vado e non ti succede nulla”. Sarebbero state queste le parole pronunciate dal bandito solitario durante la rapina in città, quasi a volere tranquillizzare la malcapitata protagonista, suo malgrado, della vicenda.

Rapina in città, tesi di difesa e accusa

Il rapinatore, poi, avrebbe arraffato circa 300 euro in contanti che la donna gli aveva consegnato e si sarebbe diretto verso l’uscita, per cercare di fuggire e far perdere le proprie tracce. Di strada, però, il 33enne ne ha fatta poca, tanto che, una volta rientrato a casa, ha ricevuto la visita degli agenti della Polizia di Lecce che, dopo aver visionato le immagini delle telecamere di videosorveglianza presenti all’interno della parafarmacia, lo hanno facilmente riconosciuta per i suoi precedenti penali e lo hanno accompagnato in Questura. Il suo avvocato difensore ha poi ribadito che il suo assistito non aveva fatto male a nessuno e l’uomo è stato soltanto denunciato. Sulla rapina in città, però, bisognerà fare ulteriormente chiarezza in quanto, il legale della donna rapinata ha precisato che non c’è stata alcuna gentilezza. Bensì, il rapinatore avrebbe usato modi violenti nei confronti della donna minacciandola di morte. In questo caso scatterebbe la rapina aggravata e, quindi, la conseguente misura cautelare.