Pubblicato il 16 Febbraio 2026
La richiesta formale del Ministero della Giustizia
Il Ministero della Giustizia ha inviato una comunicazione ufficiale al presidente dell’Associazione Nazionale Magistrati (Anm), sollevando interrogativi sulla gestione dei finanziamenti legati al referendum sulla giustizia.
Nel documento, firmato dal capo di Gabinetto Giusi Bartolozzi e indirizzato a Cesare Parodi, viene evidenziato un possibile conflitto di interessi tra i magistrati in servizio iscritti all’Anm e i sostenitori privati che avrebbero contribuito economicamente al Comitato per il No.
Secondo quanto riportato nella nota, si configurerebbe il rischio che tali contributi possano tradursi in una forma di finanziamento indiretto dell’Anm, circostanza che richiederebbe chiarimenti sotto il profilo della trasparenza istituzionale.
L’atto di sindacato ispettivo e le dichiarazioni sul Comitato
La richiesta del Ministero trae origine da un atto di sindacato ispettivo presentato in Parlamento, nel quale si fa riferimento a dichiarazioni attribuite al segretario generale dell’Anm.
In particolare, sarebbe stato affermato che il Comitato “Giusto dire No”, promosso dall’Associazione, ha raccolto contributi da migliaia di cittadini attraverso donazioni volontarie. Un’iniziativa che, pur basata su adesioni spontanee, ha acceso l’attenzione del dicastero sulla necessità di chiarire la provenienza e la gestione dei fondi.
L’invito alla massima trasparenza
Nella lettera si invita formalmente l’Anm a valutare l’opportunità di rendere pubblici eventuali finanziamenti ricevuti dal Comitato “Giusto dire No” da parte di privati cittadini, in nome della piena trasparenza verso l’opinione pubblica.
L’obiettivo dichiarato è quello di garantire chiarezza e correttezza istituzionale in una fase delicata come quella referendaria, evitando qualsiasi possibile sovrapposizione tra attività associativa, ruolo dei magistrati in servizio e sostegno economico privato. Fonte: AdnKronos

