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Regionali, per Tecné finirebbe in parità: tre a tre tra centrodestra e centrosinistra

Pubblicato il 5 Settembre, 2020

Dalla mezzanotte stop alla diffusione dei sondaggi elettorali. La politica entra nella fase finale della campagna elettorale, che riguarda, a livello nazionale, il rinnovo di sei consigli regionali. Si vota in Campania, in Veneto, in Puglia, in Toscana, nelle Marche e in Liguria.

I sondaggi sviluppati dall’istituto Tecné per la trasmissione “Quarta Repubblica” assegnerebbe al centrosinistra la regione Campania, con il candidato Vincenzo De Luca che sfiorerebbe il 54 percento, contro il 32 del candidato di centrodestra, Stefano Caldoro. Più distaccata Valeria Ciarambino, candidata per la presidenza con la lista del Movimento 5 Stelle. In Toscana il centrosinistra con Eugenio Giani si attesterebbe tra il 43 e il 47 percento, contro il candidato del centrodestra, Susanna Ceccardi, che si fermerebbe tra il 39,1 e il 43,1 percento. Irene Galletti del Movimento 5 stelle non andrebbe oltre il 9 percento.

In Puglia il centrosinistra sarebbe in vantaggio con Michele Emiliano con una forbice tra il 39 e il 43 percento, contro il 36 – 40 percento di Raffaele Fitto. In Liguria il centrodestra sembra proiettato verso la vittoria con Giovanni Toti che otterrebbe i consensi con una forbice tra il 53 e il 57 percento, contro il 36 – 40 percento di Ferruccio Sansa, che è il candidato anche del Movimento 5 Stelle. Aristide Massaro, candidato sindaco di Italia Viva non supererebbe il 5 percento.

Non ci sarebbe partita in Veneto, dove Luca Zaia, con una forbice tra il 70 e il 74 percento porterebbe il centrodestra alla vittoria, contro il 16 – 20 percento di Arturo Lorenzoni, candidato del centrosinistra. Nelle Marche, sempre secondo Tecné, Francesco Acquaroli si attesterebbe al 48,7 percento, contro il 36,5 percento di Maurizio Mangialardi e l’11,3 percento di Gian Mario Mercorelli.

E’ c’è pure il sondaggio elaborato da Lab2101 del professore Roberto Baldassarri che ritiene molto meno scontato il risultato in Puglia, dove i tre candidati sarebbero fermi intorno al 30 percento, con differenze minime, e in Toscana, dove il candidato del centrodestra avrebbe un paio di punti percentuali in più rispetto al suo competitore del centrosinistra.

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