Pubblicato il 17 Gennaio 2026
L’appello a chi non si riconosce più nel Partito democratico
Matteo Renzi torna a delineare il futuro del centro riformista italiano e lo fa con un messaggio chiaro: serve costruire una Casa riformista aperta a chi non crede più nell’attuale Pd. L’intervento è arrivato dal palco dell’assemblea nazionale di Italia Viva a Milano, intitolata Verso una casa riformista.
Secondo il leader di Italia Viva, la forma del nuovo soggetto politico non è il punto centrale: può essere una Margherita 4.0 oppure qualcosa di completamente diverso. Ciò che conta davvero, ha spiegato, è il percorso politico e umano di chi decide di partecipare.
Il ruolo centrale di sindaci e amministratori
Renzi ha sottolineato come, per far crescere questo progetto, sia decisivo il protagonismo dei sindaci e degli amministratori locali, in particolare di coloro che non si riconoscono più nella linea del Pd. Sono loro, secondo l’ex premier, a poter dare concretezza e credibilità a una proposta riformista moderna.
Una casa aperta, ma non passiva
Nel suo intervento, Renzi ha chiarito che la Casa riformista non sarà un luogo riservato a pochi, né uno spazio chiuso o elitario. Tuttavia, l’apertura non significa passività: chi entra deve essere disposto a impegnarsi in prima persona.
“Chi viene non può restare alla finestra”, è il concetto ribadito più volte. Partecipare significa dare una mano, avere voglia di fare e assumersi responsabilità politiche reali.
Un progetto che incide sulle elezioni e sulle istituzioni
Infine, Renzi ha collegato la Casa riformista alle grandi scelte del Paese: è un progetto che può far vincere o perdere le elezioni e che incide anche sulle decisioni più alte delle istituzioni. In gioco, ha spiegato, c’è persino la scelta di chi salirà al Quirinale, un passaggio che per lui deve restare legato alla normalità e alla credibilità delle persone chiamate a ricoprire ruoli chiave.

