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scala dei turchi

“L’imbianchino convertito all’Islam” responsabile del raid alla Scala dei Turchi

Per il raid compiuto alla Scala dei Turchi (Agrigento) imbrattata con una sostanza rossa nella notte fra venerdì e sabato, sono stati individuati i responsabili: sono due pregiudicati di Favara, uno è un personaggio noto alle cronache. Si tratta di Domenico Quaranta, noto alle cronache come “l’imbianchino convertito all’Islam” dopo gli attentati terroristici alla Metropolitana di Milano nel 2002 e alla Valle dei Templi, e di un suo complice, anch’egli pregiudicato. I due uomini sono stati denunciati a piede libero.

Le indagini alla Scala dei Turchi

Le indagini lampo (sono infatti bastati 3 giorni) condotte dai carabinieri di Realmonte e i colleghi della Compagnia di Agrigento hanno consentito di individuare e fermare gli autori dello scempio.

Ad attirare l’attenzione dei militari dell’Arma un furgone bianco che nella notte dello scorso sabato, si aggirava nei pressi della falesia agrigentina. E vagliati i singoli frame delle immagini delle telecamere di sorveglianza della zona, i carabinieri hanno potuto identificare la targa del mezzo e risalire così a chi ha agito in maniera violenta contro la nota Scala dei Turchi.

Infatti, dalle immagini della videosorveglianza i militari dell’arma hanno individuato due persone che sono scese dal furgone, trascinando dei misteriosi sacchi, probabilmente contenenti proprio la polvere di ossido di ferro, con la quale è stata imbrattata la zona (creando una vera e propria ferita al territorio).

Le successive perquisizioni hanno permesso il ritrovamento, a casa di uno dei due pregiudicati, di guanti sporchi di ossido di ferro, la sostanza utilizzata per il raid. Ossido di ferro è stato trovato anche nel furgone.

Pluripregiudicato

“Risulta pluripregiudicato con diversi precedenti giudiziari e di polizia fra i quali un’altra azione di danneggiamento ai danni della marna di Punta Bianca. – Spiega il procuratore di Agrigento Luigi Patronaggio a proposito di Domenico Quaranta – Risulta essere già stato sottoposto a misura di prevenzione. Da ultimo è sottoposto a divieto di avvicinamento ad Agrigento disposto dalla Questura“.

Ma cosa c’è dietro l’ultimo raid vandalico? “Si ipotizza un atteggiamento di generica e vaga contestazione nei confronti del sistema e delle forze dell’ordine – annuncia Patronaggio – come è dato scorgere sulle pagine dei social dell’indagato”.

La sua pagina Instagram è un vero e proprio delirio contro il “sistema” e contro le forze dell’ordine.

“I carabinieri sono intervenuti nell’immediatezza – ha commentato l’operazione il comandante provinciale dei carabinieri di Agrigento, il colonnello Vittorio Stingo – per individuare subito gli autori di questo crimine ad opera di scellerati che ha deturpato uno dei beni paesaggistici più importanti della Sicilia e sono state raccolte e visionate le immagini di 50 diverse telecamere”.

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