Pubblicato il 7 Giugno 2026
Il 56enne era scomparso a febbraio dopo essere stato travolto da una valanga a Madesimo
Dopo quattro mesi di ricerche e speranze, con molta probabilità, il corpo di Mirko Budri è stato ritrovato nelle acque del Lago Nero, nel territorio di Madesimo, in provincia di Sondrio. Il 56enne risultava disperso dal 15 febbraio scorso, giorno in cui era stato coinvolto in una tragedia provocata da una slavina che lo aveva trascinato nel lago.
Il recupero è stato possibile grazie al disgelo che, con l’arrivo della stagione più mite, ha favorito la riemersione del corpo. Il ritrovamento sarebbe avvenuto nella giornata di ieri, sabato 6 giugno, quando un tecnico del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico (Cnsas) ha individuato un cadavere nelle acque del bacino montano.
Decisivo l’intervento delle squadre di soccorso
Dopo l’avvistamento, è stata immediatamente attivata una complessa operazione di recupero che ha coinvolto diverse unità specializzate. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco, l’elicottero Drago, i sommozzatori e la Guardia di Finanza, che hanno collaborato per riportare a riva il corpo dell’uomo.
La dinamica dell’incidente
Mirko Budri, residente a Rozzano e proprietario di una casa a Campodolcino, era noto per la sua grande passione per la montagna e le attività all’aria aperta. Il giorno della tragedia stava percorrendo la zona a bordo della sua motoslitta insieme alla moglie e ad alcuni amici.
Secondo le ricostruzioni effettuate all’epoca, un tratto del versante montano si sarebbe improvvisamente staccato, generando una slavina che lo ha travolto e trascinato fino al Lago Nero. Gli altri componenti del gruppo sono rimasti illesi e hanno immediatamente lanciato l’allarme.
Mesi di ricerche senza sosta
Fin dalle prime ore successive alla scomparsa, le operazioni di ricerca sono state particolarmente intense. Numerose squadre specializzate hanno lavorato in condizioni ambientali estremamente difficili, caratterizzate da neve, ghiaccio e rischio valanghe.
Alle attività hanno preso parte i nuclei Saf dei vigili del fuoco, gli specialisti dotati di sistemi per la localizzazione di dispositivi mobili, operatori con droni per il monitoraggio aereo, il Soccorso Alpino della Guardia di Finanza e il Cnsas.
Nonostante il massiccio dispiegamento di uomini e mezzi, per settimane non era emersa alcuna traccia dell’uomo. Solo con il progressivo scioglimento della neve e del ghiaccio il corpo, tornato in superficie, potrebbe essere proprio il suo.

