Pubblicato il 8 Maggio 2026
Federconsumatori: “La Sicilia rischia di fallire gli obiettivi europei”
Il nuovo report rifiuti 2025 di Federconsumatori Sicilia traccia un quadro molto critico della gestione ambientale nell’Isola. Secondo l’associazione, negli ultimi anni le politiche adottate non hanno prodotto risultati concreti: la Tari continua ad aumentare mentre la raccolta differenziata cresce in maniera minima, con alcuni territori che registrano addirittura un peggioramento.
Già all’inizio del 2025 Federconsumatori aveva lanciato l’allarme sul possibile mancato raggiungimento degli obiettivi europei relativi a raccolta differenziata, riciclo e riutilizzo dei materiali, previsti dalle nuove norme comunitarie entrate in vigore lo scorso anno.
Due modelli familiari per analizzare il peso della Tari
L’indagine si basa su dati ufficiali e introduce una novità rispetto al passato: l’analisi prende in considerazione due differenti tipologie di nuclei familiari.
Il primo modello riguarda una famiglia composta da tre persone che vive in un appartamento di 100 metri quadrati. Il secondo, invece, considera una persona sola in una casa di 60 metri quadrati.
Secondo Federconsumatori, questa scelta riflette i cambiamenti sociali degli ultimi anni, caratterizzati da un aumento di single, anziani rimasti soli e persone separate che vivono individualmente.
Catania è la città con la Tari più alta
Dai dati emerge che Catania è il comune siciliano con la Tari più pesante per una famiglia tipo di tre persone.
Nel 2025 il costo raggiunge quota 602,28 euro, con un aumento dell’1,1% rispetto all’anno precedente. Una cifra che supera del 77% la media nazionale, ferma a 340 euro.
Ancora più marcato il dato relativo ai single: sempre a Catania, una persona sola che vive in un appartamento di 60 metri quadrati paga 364,56 euro, una somma superiore a quella versata da una famiglia di tre persone in città come Messina o Caltanissetta.
Siracusa unica provincia con una lieve diminuzione
L’unica provincia siciliana in cui la Tari registra un piccolo calo è Siracusa, dove nel 2025 si rileva una riduzione dello 0,4%.
Per il resto dell’Isola, invece, il trend resta sostanzialmente orientato verso aumenti o stabilità su livelli elevati.
Raccolta differenziata quasi ferma in tutta la Sicilia
Sul fronte ambientale, il report evidenzia come la raccolta differenziata regionale sia praticamente bloccata.
La media siciliana si attesta al 55,51%, con una crescita minima dello 0,31% rispetto al 2024.
Particolarmente negativo il dato della provincia di Catania, dove la differenziata registra addirittura una lieve flessione pari allo 0,37%.
Anche Palermo continua a mostrare numeri molto bassi: nel capoluogo la raccolta differenziata è ferma al 17,34%, mentre in provincia raggiunge il 36,90%.
Solo due province superano la media nazionale
La media italiana della raccolta differenziata è del 66,6%. In Sicilia soltanto due province riescono a fare meglio: Trapani con il 77,03% e Ragusa con il 68,74%.
Vicini alla soglia nazionale anche Caltanissetta, Enna e Messina, tutte sopra il 65%.
Federconsumatori: “La crescita si è fermata”
Secondo il presidente di Federconsumatori Sicilia, Alfio La Rosa, negli anni passati la Regione aveva mostrato segnali incoraggianti sul fronte della differenziata, ma oggi il percorso sembra essersi arrestato.
“La Sicilia aveva avviato un miglioramento nella raccolta differenziata – afferma La Rosa – ma ora la crescita appare bloccata. Non possiamo ignorare che questo rallentamento coincida con il ritorno del dibattito sugli inceneritori.”

