Pubblicato il 5 Gennaio 2026
Il giudizio del Tar sul Piano di gestione dei rifiuti
Il Tar Sicilia ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato da una società contro il Piano regionale di gestione dei rifiuti, che prevede anche la realizzazione dei termovalorizzatori di Palermo e Catania. La decisione rafforza il percorso avviato dalla Regione per riorganizzare l’intero ciclo dei rifiuti.
I contenuti del ricorso e i soggetti coinvolti
L’azione legale puntava all’annullamento dell’ordinanza del Commissario straordinario con cui era stato aggiornato il Piano, oltre che del parere istruttorio conclusivo della Commissione tecnica specialistica, del decreto assessoriale sulla valutazione ambientale strategica e della delibera di Giunta di approvazione.
Il ricorso era diretto contro Presidenza del Consiglio dei ministri, ministero dell’Ambiente, Regione Siciliana, Commissario straordinario e assessorati competenti. La difesa delle amministrazioni è stata affidata all’Avvocatura distrettuale dello Stato di Palermo.
La posizione del presidente Schifani
«È la prima sentenza che respinge un ricorso contro il Piano rifiuti – ha dichiarato il presidente della Regione e commissario straordinario Renato Schifani -. Altri procedimenti sono ancora in corso, ma abbiamo operato nel rispetto delle regole e nell’interesse della collettività. Il cammino è tracciato: andiamo avanti con i termovalorizzatori per una gestione più efficiente dei rifiuti, meno discariche, costi più bassi e maggiori livelli di igiene, con benefici concreti per la qualità della vita dei siciliani».
Le motivazioni della sentenza
Con la sentenza n. 24/2026, il Tar ha ritenuto il ricorso inammissibile perché la società proponente, sottoposta ad amministrazione giudiziaria, avrebbe dovuto ottenere una preventiva autorizzazione del giudice delegato: la promozione della causa è stata infatti considerata atto di straordinaria amministrazione.

