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Rimpasto nella giunta Schifani: conto alla rovescia di 7 giorni

Pubblicato il 23 Aprile 2026

Scadenza imminente per evitare il blocco amministrativo

È partito il countdown per il rimpasto della giunta regionale siciliana. La scadenza è fissata al 30 aprile, e il dossier dovrà essere chiuso entro sette giorni, senza ulteriori rinvii. In caso contrario, per la Regione si prospetta una concreta paralisi amministrativa.

Rischio stop alla spesa e attività rallentate

A partire dal 1° maggio, in assenza del rendiconto 2025 ancora in fase di elaborazione, scatteranno restrizioni significative: verrà bloccata la spesa per nuove consulenze e incarichi esterni. Inoltre, un eventuale ritardo nel rimpasto comporterebbe conseguenze operative rilevanti: i nuovi assessori, nominati oltre i tempi previsti, non potrebbero costituire i propri uffici di supporto, come gabinetti e segreterie.

Questo scenario renderebbe difficile lo svolgimento delle normali attività amministrative. Per il presidente della Regione, Renato Schifani, diventa quindi essenziale accelerare il processo decisionale per evitare che una parte della macchina pubblica resti ferma.

Pressioni politiche e questione morale

Oltre all’urgenza legata alle scadenze tecniche, pesa anche una delicata situazione politica. La cosiddetta “questione morale” sta influenzando l’azione di governo, mettendo in secondo piano anche i risultati economici raggiunti negli ultimi anni, tra cui il passaggio da un disavanzo di 4 miliardi a un avanzo di 5 miliardi.

Al centro delle tensioni ci sono due assessori, Elvira Amata e Luca Sammartino, attualmente coinvolti in procedimenti giudiziari per presunti reati di corruzione, seguiti rispettivamente dalle procure di Palermo e Catania.

Possibile intervento diretto del governatore

Se i partiti della coalizione dovessero continuare a prendere tempo, non è escluso un intervento diretto del governatore, deciso a chiudere la partita senza ulteriori indugi.

Parallelamente, resta aperta un’altra priorità: l’assegnazione definitiva delle deleghe a funzione pubblica e politiche sociali, attualmente gestite ad interim da cinque mesi. Queste erano rimaste vacanti dopo le dimissioni degli ex assessori Nuccia Albano e Andrea Messina, coinvolti indirettamente in un’inchiesta della Procura di Palermo che ha toccato esponenti della Democrazia Cristiana, tra cui l’ex segretario Totò Cuffaro, finito agli arresti domiciliari.

Una settimana decisiva

I prossimi giorni saranno quindi cruciali: il rimpasto dovrà essere completato rapidamente per garantire continuità amministrativa e stabilità politica. Ogni ulteriore ritardo rischia di tradursi in un blocco operativo e in nuove tensioni all’interno della maggioranza.

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