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Riposto, lavori abusivi in area vincolata: cantiere sequestrato dai Carabinieri

Pubblicato il 25 Febbraio 2026

Controlli sul territorio nella zona di Praiola

Operazione di controllo a Riposto, nel Catanese, dove i Carabinieri della locale Stazione, insieme al personale dell’Ufficio Tecnico Comunale, hanno effettuato un’ispezione in un cantiere situato in località Praiola, area sottoposta a vincolo paesaggistico.

L’intervento rientra nelle attività di monitoraggio volte alla tutela dell’ambiente, del paesaggio e del corretto assetto urbanistico, con particolare attenzione alle zone soggette a protezione.

Presentata una CILA, ma i lavori erano già iniziati

Durante gli accertamenti è emerso che un uomo di 60 anni, residente a Riposto, aveva presentato proprio quel giorno una Comunicazione di Inizio Lavori Asseverata (CILA) per il ripristino di un muro perimetrale.

Tuttavia, i controlli hanno rivelato che nei giorni precedenti erano già stati eseguiti interventi di ben altra portata: uno scavo di circa 10 metri per 18 e la realizzazione di una piattaforma in cemento di circa 3 metri per 8.

Opere non compatibili e assenza di autorizzazioni

Le opere riscontrate sono risultate difformi rispetto ai lavori dichiarati e, soprattutto, eseguite in assenza dei necessari titoli abilitativi, elemento particolarmente grave considerando il vincolo paesaggistico insistente sull’area.

Alla luce delle irregolarità accertate, i Carabinieri e i tecnici comunali hanno disposto il sequestro preventivo del cantiere, bloccando di fatto ogni ulteriore attività edilizia.

Denuncia per violazioni urbanistiche e ambientali

Le contestazioni mosse riguardano la normativa urbanistica ed edilizia, che prevede sanzioni specifiche per chi realizza interventi senza permesso o in totale difformità rispetto alle autorizzazioni rilasciate, con aggravanti nel caso di lavori effettuati in aree vincolate.

Anche la normativa ambientale in materia di tutela del suolo disciplina e sanziona le trasformazioni non autorizzate del territorio.

Sulla base degli elementi raccolti, che saranno ora valutati in sede giudiziaria, il 60enne è stato denunciato all’Autorità Giudiziaria, nel rispetto del principio di presunzione di innocenza fino a eventuale condanna definitiva.

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