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Rissa ad aprile alla Vecchia Dogana, Questore porta a sei gli indagati: tra questi anche Niko Pandetta, almeno 14 i colpi di pistola esplosi

Le indagini riguardanti la famosa rissa alla Vecchia Dogana dello scorso mese di aprile hanno portato il Questore a indagare anche il noto cantante neomelodico.

Pubblicato il 31 Agosto, 2022

Nell’ambito dell’attività di prevenzione e controllo del fenomeno della “mala movida”, che da tempo è monitorato dalla Polizia di Stato, il Questore di Catania, sulla base dell’istruttoria della Divisione Anticrimine, ha emesso sei provvedimenti di Divieto di Accesso a locali pubblici, che si aggiungono ai dodici emanati nei mesi estivi in diversi locali di intrattenimento. L’emissione dei provvedimenti è scaturita dai fatti relativi alla rissa verificatasi, alla fine dello scorso mese di aprile, all’esterno del noto locale Vecchia Dogana, ubicato in questa via Cardinale Dusmet, dove, due gruppi di giovani contrastanti partecipavano ad una violenta rissa che coinvolgeva decine di persone, con calci e pugni, dapprima dentro i locali della citata discoteca e successivamente anche all’esterno del locale. Ne seguiva una vera e propria sparatoria con l’utilizzo di armi da fuoco, quali almeno due pistole cal. 7.65, dalle quali venivano esplosi almeno 14 colpi che attingevano due ragazzi che venivano trasportati al locale Ospedale Civico.

L’attività d’indagine effettuata dalla Squadra Mobile, coordinata dalla Procura della Repubblica di Catania, consentiva di identificare complessivamente sei soggetti che avevano partecipato, con vari ruoli, alla violenta rissa, 5 dei quali già arrestati dalla Squadra Mobile perché destinatari di Ordinanza di Misura Cautelare in Carcere, tra cui Gabriele Gagliano di 19 anni, Sebastiano Miano, inteso “Piripicchio” di 28 anni, Salvatore Danilo Napoli di 20 anni, Giuseppe Santo Patanè di 26 anni e Gaetano Salici di 19 anni. Tra i partecipanti veniva identificato anche il noto cantante neomelodico catanese Vincenzo Pandetta, inteso Niko che, non raggiunto da misura cautelare, risulta però indagato per “concorso esterno sul piano morale” nel reato di rissa, per una serie di indizi quali l’alterco avuto all’interno del locale, che ha determinato la sua “espulsione” e le dichiarazioni rese da un addetto alla sicurezza che ha riferito che Pandetta, una volta uscito dalla discoteca e avviatosi in direzione piazza dei Martiri, faceva ritorno presso il locale notturno “insieme a due o tre soggetti, giovani” e “..alla sua rinnovata presenza in loco” seguiva l’innesco della citata rissa”.

Nei confronti di tutti i soggetti coinvolti nella rissa il Questore di Catania ha applicato il Daspo Willy, quale risposta sanzionatoria ai violenti comportamenti posti in essere per la “mala movida” La misura di prevenzione applicata ai sei giovani è stata introdotta dal legislatore proprio allo scopo di arginare l’aumento delle aggressioni e dei reati, quali furti e rapine, commessi da giovani, a volte giovanissimi, nei confronti degli avventori dei locali di intrattenimento. In relazione alla condotta tenuta, nei confronti di Vincenzo Pandetta il D.A.SPO. Willy ha una durata di un anno dalla notifica, mentre nei confronti degli altri corrissanti il provvedimento ha una durata di due anni. L’eventuale violazione comporta una sanzione penale; infatti è punita con la reclusione da 6 mesi a 2 anni e la multa da 8mila a 20mila.

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