Pubblicato il 19 Ottobre 2022
Il Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Napoli ha eseguito un provvedimento di sequestro restrittivo di circa 186 milioni di euro di crediti d’imposta relativi alle misure dei bonus facciate, ecobonus e ristrutturazioni edilizie.
Controlli sempre più intensi sulle ristrutturazioni edilizie
Nell’ambito delle ristrutturazioni edilizie stanno emergendo tante truffe e per questo motivo si stanno intensificando i controlli. La nuova attività trae origine da un’analisi di rischio sviluppata dall’Agenzia delle Entrate (Divisione Contribuenti – Settore Contrasto illeciti sulla spettanza dei bonus in materia edilizia previsti dal Decreto Rilancio), alla quale hanno fatto seguito gli accertamenti delegati della Procura della Repubblica di Napoli al Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria.
Falsi crediti d’imposta, lavori fantasma e palazzi da ristrutturare fatiscenti
Dalle indagini è emerso un sistema fraudolento, basato sulla creazione di falsi crediti d’imposta in capo a società e persone fisiche collegate agli organizzatori della frode a fronte di lavori mai eseguiti.
I benefici fiscali conseguiti, in maniera diretta o frazionato tramite cessioni intermedie, venivano poi venduti ad un istituto finanziario permettendo all’associazione delinquenziale di monetizzare più di 16 milioni di euro.
L’inesistenza dei crediti è stata ipotizzata secondo gli accertamenti svolti:
- sugli immobili che non sarebbero stati ristrutturati e che in alcuni casi versavano in condizioni di abbandono;
- sui soggetti titolari dei crediti, che avrebbero dovuto sostenere esborsi insostenibili e incompatibili con le loro capacità patrimoniali e reddituali;
- sulle società che avrebbero dovuto eseguire i lavori, rivelatesi prive delle connesse capacità economiche e imprenditoriali.
Con una parte dei proventi illeciti le Fiamme Gialle hanno accertato l’acquisto di circa 70 immobili, ubicati tra Napoli, Latina e Caserta, per un valore totale di 5 milioni di euro.
Un’ulteriore parte del credito, circa un milione di euro, sarebbe stata usata direttamente dall’ideatore della frode per compensare i propri debiti tributari iscritti a ruolo.
La Guardia di Finanza ha quindi disposto il sequestro dei crediti e degli immobili, nonché dei beni nella disponibilità dell’ideatore della frode.

