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Rivolta nel carcere di Catania Piazza Lanza: il Sappe denuncia feriti tra gli agenti e chiede interventi urgenti

Pubblicato il 21 Luglio 2026

Cinque poliziotti penitenziari in ospedale dopo i disordini

Dopo la rivolta scoppiata nel carcere di Catania Piazza Lanza, interviene il Sindacato autonomo polizia penitenziaria (Sappe), che fa il punto sulle conseguenze per il personale coinvolto e torna a chiedere misure immediate per rafforzare sicurezza e organici negli istituti penitenziari.

Secondo quanto riferito dal sindacato, durante le operazioni necessarie a riportare la situazione sotto controllo almeno cinque agenti della polizia penitenziaria sono stati accompagnati in ospedale, mentre altri operatori avrebbero riportato contusioni e ferite.

Il Sappe sostiene inoltre che, durante i momenti più concitati della protesta, alcuni detenuti avrebbero tentato di superare i cancelli interni dell’istituto fino a raggiungere le ultime barriere di sicurezza. Per supportare il dispositivo già presente all’interno della struttura, all’esterno del carcere sono intervenute anche pattuglie delle altre forze dell’ordine.

Il sindacato: “Problemi segnalati da mesi”

Per il segretario generale del Sappe, Donato Capece, l’episodio sarebbe il risultato di una situazione di difficoltà già segnalata da tempo.

Secondo il rappresentante sindacale, gli agenti della polizia penitenziaria continuano a lavorare in condizioni di forte pressione, affrontando emergenze quotidiane senza adeguati interventi strutturali da parte dell’amministrazione.

Capece ha evidenziato la necessità di affrontare in modo concreto le criticità che riguardano la gestione della sicurezza negli istituti penitenziari, evitando che il personale si trovi costantemente a operare in situazioni di rischio.

Pennisi: “Un quadro operativo già complesso”

Anche il delegato nazionale del Sappe per la Sicilia, Francesco Pennisi, ha richiamato l’attenzione sulle difficoltà presenti da tempo nel carcere catanese.

Secondo Pennisi, gli episodi di tensione registrati negli ultimi mesi avevano già mostrato una situazione complessa, caratterizzata da ripetute aggressioni ai danni degli operatori e condizioni operative difficili per gli agenti.

Il rappresentante del sindacato ha sottolineato come il personale sia chiamato ogni giorno a gestire situazioni delicate con risorse spesso insufficienti.

Le richieste al ministero della Giustizia

Alla luce di quanto accaduto, il Sappe chiede al ministero della Giustizia, al Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria e ai vertici dell’amministrazione carceraria l’avvio di interventi straordinari.

Tra le richieste avanzate dal sindacato ci sono:

  • un aumento degli organici della polizia penitenziaria;
  • l’invio di personale di supporto nelle strutture più critiche;
  • il potenziamento delle dotazioni operative;
  • maggiori strumenti di tutela per gli agenti impegnati nella gestione delle emergenze.

L’obiettivo, secondo il Sappe, è garantire più sicurezza all’interno degli istituti penitenziari e migliori condizioni di lavoro per gli operatori chiamati a fronteggiare situazioni di particolare difficoltà.

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