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Rivolta nel carcere di Pisa, protesta durata tutta la notte: detenuti in diretta su TikTok

Pubblicato il 1 Ottobre 2026

Momenti di forte tensione nel carcere di Pisa, dove una protesta che ha coinvolto alcune decine di detenuti è iniziata nel pomeriggio di mercoledì 30 settembre e si è conclusa soltanto nella mattinata di giovedì 1° ottobre.

Alla base della rivolta ci sarebbe, secondo le informazioni disponibili, il ritrovamento di presunte microspie e altri dispositivi elettronici all’interno di alcune celle. Durante le ore di protesta, inoltre, un detenuto avrebbe utilizzato un telefono cellulare introdotto abusivamente nella struttura per trasmettere una diretta su TikTok.

La protesta è iniziata nel pomeriggio

La situazione sarebbe iniziata a peggiorare intorno alle 18 di mercoledì 30 settembre. Secondo quanto riferito da Gennarino De Fazio, responsabile della Uil Fp Polizia Penitenziaria, alcuni detenuti avrebbero occupato il proprio reparto, impedendo l’accesso agli agenti.

Per ostacolare l’intervento della polizia penitenziaria, sarebbe stato anche versato dell’olio sul pavimento, rendendo più difficili gli spostamenti all’interno del reparto.

De Fazio ha inoltre richiamato l’attenzione sulle condizioni di sovraffollamento e sulla carenza di personale. Secondo i dati citati dal sindacalista, nel carcere pisano ci sarebbero oltre 300 detenuti a fronte di 185 posti disponibili, mentre gli agenti assegnati sarebbero 185 rispetto ai 347 ritenuti necessari.

La diretta TikTok dal carcere

Durante la protesta, uno dei detenuti avrebbe realizzato una diretta su TikTok utilizzando un telefono cellulare nascosto all’interno del carcere.

Nel corso della trasmissione alcuni reclusi, alternando interventi in italiano e in albanese, avrebbero raccontato la propria versione dei fatti. Tra le accuse rivolte alle autorità ci sarebbe quella di essere stati colpiti con manganelli durante le fasi della protesta.

I detenuti avrebbero inoltre denunciato la presenza di microspie e altri apparecchi elettronici nelle celle.

Il presunto ritrovamento delle microspie

In una seconda diretta, alcuni detenuti avrebbero fornito ulteriori dettagli sulla vicenda.

Secondo il loro racconto, alcune ore prima dell’inizio della protesta la direzione del carcere avrebbe fatto uscire i detenuti dalle celle per consentire una presunta esercitazione di evacuazione.

Al loro rientro, sempre secondo la versione fornita dai detenuti, sarebbero stati individuati dispositivi elettronici nascosti all’interno delle celle. Saranno gli accertamenti delle autorità a chiarire la natura dei dispositivi e le ragioni della loro eventuale presenza.

Carcere circondato dalle forze dell’ordine

Durante le ore più concitate, l’area intorno alla struttura penitenziaria è stata presidiata dalle forze dell’ordine. Sono state inoltre mobilitate alcune ambulanze in via precauzionale, nel caso fosse stato necessario prestare soccorso.

La situazione è progressivamente tornata sotto controllo nella mattinata del 1° ottobre.

All’esterno del carcere, nel frattempo, si sono radunate alcune decine di persone tra familiari e amici dei detenuti.

La situazione torna alla normalità

La protesta si è quindi conclusa dopo diverse ore di tensione. Al momento non risultano persone ferite, secondo le informazioni disponibili.

Restano ora da chiarire le circostanze che hanno provocato la protesta, l’eventuale presenza di dispositivi di sorveglianza nelle celle e quanto accaduto durante le fasi più concitate della rivolta.

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