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Roberto Burioni e la foto sulla Lamborghini: il post ironico scatena il dibattito sui social

Pubblicato il 28 Luglio 2026

Lo scatto al volante dell’auto sportiva fa il giro del web

Una fotografia, una battuta e migliaia di commenti. Roberto Burioni è tornato al centro dell’attenzione sui social dopo aver pubblicato un’immagine che lo ritrae al volante di una Lamborghini, accompagnata da un messaggio ironico che ha immediatamente acceso il dibattito online.

Nel post pubblicato il 24 luglio, il medico ha scherzato sui numerosi procedimenti per diffamazione intentati negli ultimi anni contro chi lo ha insultato sui social, lasciando intendere, con evidente sarcasmo, che i risarcimenti ottenuti gli avessero permesso di acquistare la prestigiosa supercar.

L’ironia sulle cause vinte contro gli haters

Nel messaggio, Burioni ripercorre con tono scherzoso l’evoluzione dei risarcimenti ottenuti, scrivendo che inizialmente sarebbero bastati per acquistare un treno di pneumatici, poi le gomme invernali, quindi i dischi dei freni, fino ad arrivare, ironicamente, all’intera vettura.

La Lamborghini viene ribattezzata “Lamborghini Malore”, un riferimento volutamente provocatorio che ha alimentato reazioni contrastanti tra sostenitori e detrattori.

Successivamente, però, lo stesso Burioni ha chiarito il senso dell’iniziativa, spiegando che il post era stato pubblicato esclusivamente per divertimento e che non andava interpretato come un racconto letterale dei fatti.

Il confronto tra contenuti virali e divulgazione scientifica

La grande eco suscitata dalla fotografia ha offerto al virologo l’occasione per riflettere sul funzionamento dei social network.

Secondo Burioni, il post dedicato alla Lamborghini ha superato il milione di visualizzazioni, mentre un precedente contenuto informativo sul West Nile Virus, tema di grande attualità per le conseguenze sulle donazioni di sangue, aveva raccolto un pubblico decisamente più limitato.

Per il medico, questo divario dimostrerebbe come gli algoritmi delle piattaforme tendano a privilegiare i contenuti che generano discussioni e polemiche rispetto a quelli di carattere scientifico e divulgativo.

Le critiche agli algoritmi di Facebook

Burioni sostiene che la forte diffusione del post sia stata favorita dall’elevato numero di commenti e dalle accese discussioni nate sotto la pubblicazione.

A suo giudizio, la visibilità dei contenuti non dipenderebbe esclusivamente dall’interesse degli utenti o dalla qualità delle informazioni condivise, ma anche dalle logiche con cui la piattaforma decide di promuovere i post che producono maggiore interazione.

Una dinamica che, secondo il medico, finisce per penalizzare la divulgazione scientifica a favore di contenuti più divisivi e capaci di attirare l’attenzione del pubblico.

La scelta di puntare su Substack

Proprio questa esperienza ha spinto Burioni a ribadire una decisione già presa in passato: non utilizzare più Facebook come principale canale di divulgazione scientifica.

Il medico ha infatti confermato di voler concentrare la propria attività su Substack, piattaforma sulla quale pubblica i suoi approfondimenti e che considera uno spazio più adatto per instaurare un rapporto diretto con i lettori, senza dipendere dalle logiche degli algoritmi dei social network.

Per Burioni, la vicenda della cosiddetta “Lamborghini Malore” ha rappresentato l’ennesima dimostrazione di quanto le dinamiche dei social possano favorire le polemiche rispetto ai contenuti di carattere informativo.

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