Pubblicato il 5 Giugno 2023
Leccava le dita e poi le infilava nel cibo che avrebbero dovuto mangiare i genitori, pur sapendo di essere affetto da epatite B.
Un atteggiamento che Liudivikas Crociata , 26 anni, lituano ma in Italia dopo essere stato adottato da una coppia di Roma, ha avuto per lunghi e travagliati mesi caratterizzati da litigi con i parenti, incomprensioni e cibo finito regolarmente nel cestino della spazzatura.
Il comportamento del 26enne ha scatenato pirosi gastrica e ansia, oltre a tanto dolore, nella mamma. Sintomi di una malattia per la quale il giovane è sotto processo con l’accusa di minacce e lesioni personali.
Secondo quanto racconta il Corriere, i fatti risalgono al 2021, da quando il giovane ha iniziato ad attuare una vendetta nei confronti dei familiari. Stando a quanto sostenuto dall’accusa, il giovane compiva dei semplici ma pericolosi gesti: si recava in cucina, prendeva le scatolette di formaggio, le apriva e la mangiava con le dita, rendendo il contenuto impossibile da riutilizzare per via dell’epatite B. E ancora. Lui sfiorava i piatti con le dita dei familiari, imponendo di gettarli.
Il ragazzo è stato imputato per i suoi atteggiamenti verso i famigliari, quando è stato condannato dal gup Gaspare Sturzo per maltrattamenti verso i genitori adottivi a due anni di reclusione al termine del rito abbreviato.
Crociata , che era stato adattato insieme con altri tre bambini, tra cui il suo gemello, riteneva che i genitori avessero più attenzioni per gli altri. Come per esempio il mancato bacio della buonanotte, l’acquisto di pochi vestiti o i pasti non sempre preparati per lui.
Da qui, l’atteggiamento nei confronti dei parenti, dopo aver contratto la mattia durante un soggiorno in una casa-famiglia.
Consapevole di essere contagioso, si dedica a rendere inutilizzabili i cibi.
Alla fine arriva la denuncia e ora il processo

