« Torna indietro

Roma, giallo sulle tre escort uccise nel quartiere Prati: la polizia segue una pista

Il giallo è confinato tra via Riboty e via Durazzo ci sono stati tre omicidi in due palazzi distanti solo 850 metri tra loro. Le vittime erano tutte prostitute

Pubblicato il 18 Novembre 2022

Il giallo è confinato tra via Riboty e via Durazzo ci sono stati tre omicidi in due palazzi distanti solo 850 metri tra loro. Le vittime erano tutte prostitute e l’ipotesi investigativa dice che l’assassino conoscesse le tre donne. Si sa che ha telefonato almeno a una di loro. Il giallo delle tre prostitute sgozzate a Roma si consuma in due appartamenti in zona Prati; uno di questi al civico 28 di via Augusto Riboty dove ieri, intorno alle 10,50 di mattina sono state trovate morte per accoltellamento due donne di nazionalità cinese. Una sul pianerottolo, una all’interno della casa in cui si prostituivano. L’altra casa del giallo è in via Durazzo al numero 38: nel sottoscala del palazzo verso le 13 di ieri è stato ritrovato il corpo senza vita di Marta Castano Torres, 65enne colombiana conosciuta anche come Yessenia. Il suo cadavere è stato scoperto da sua sorella, una transgender che era solita frequentare la sua casa.

Le indagini partono da un cellulare

Gli inquirenti si sono concentrati su un cellulare; la polizia infatti si è convinta che prima di uccidere Marta Castano l’assassino le ha telefonato. Gli specialisti ipotizzano che la 65enne colombiana sia stata uccisa tra le 8 e le 12,50 di ieri mattina. Qui, il giallo prende corpo perché gli inquirenti ipotizzano che dopo aver ucciso Marta Castano, l’assassino abbia percorso la strada fino a via Riboty. Yessenia, secondo il racconto dei vicini, aveva una figlia di 18 anni e spesso la vedevano uscire con un cane. La sorella che ha trovato il corpo, racconta oggi a Repubblica, dice di averla incontrata alle 8,30 del mattino: “Aspettava un cliente” e nel sottoscala ci sono le telecamere.

I vicini hanno raccontato di “episodi strani” negli ultimi tempi: “Un giro di affitti strani, messaggi attaccati al lampione e poi, il citofono danneggiato”. Yessenia aveva pubblicato una serie di annunci su siti di escort per procurarsi clienti. Il Corriere della Sera spiega che le vittime sono state uccise tutte con più colpi alla gola e al torace con un’arma da taglio a lama lunga. Non è ancora certo che sia la stessa. In ogni caso la dinamica dei delitti sembra diversa. I tagli sul corpo della donna colombiana sembrano più precisi e la camera dell’omicidio è stata trovata in ordine. Secondo gli investigatori Yessenia potrebbe essere stata colta di sorpresa, forse dopo un rapporto e non avrebbe avuto il tempo di difendersi.

Le due cittadine cinesi uccise in via Riboty

L’altro appartamento, invece, era in condizioni diverse. La stanza della più giovane delle due vittime appariva agli inquirenti sotto sopra e c’era sangue dovunque. Le ferite sul corpo della giovane donna erano più numerose e sferrate forse durante una colluttazione. L’altro cadavere dell’altra donna cinese è stato trovato sull’uscio di casa. Sulla scena del delitto ci sono tracce e impronte e nei paraggi ci sono numerose telecamere che potrebbero aver ripreso il killer. Un testimone ha anche raccontato all’AdnKronos che l’ora del delitto è quasi certamente tra le 10,30 e le 11.

“Lo so per certo – ha riferito il testimone – perché mi hanno portato la cucina e sono salito per le scale a piedi fino al nono piano, dove si trova l’appartamento in cui mi sto trasferendo. Non ho preso l’ascensore perché era occupato, sono quindi anche passato davanti alla casa delle due vittime ed alle 10,30 era tutto tranquillo. Alle 11, poi, mentre ero in casa, mi ha chiamato il portiere per dirmi che c’era stato un omicidio e non potevo uscire perché una delle vittime era sul pianerottolo. Ci sono rimasto 3 ore e mezza, quando poi la polizia mi ha fatto andare in questura a testimoniare”.

La pista degli investigatori: le chiamate in entrata e i testimoni

Gli agenti della squadra mobile di Roma si sono convinti che incrociando le chiamate in entrata sui numeri di telefono delle vittime risaliranno al killer. Intanto hanno già preso le immagini registrate dalle telecamere dei negozi del vicinato e stanno cercando il coltello, anche nei tombini e nei cassonetti vicini allo stabile.

Un testimone ha raccontato agli inquirenti che due notti fa “ho sentito un grido di donna, probabilmente straniera, nel cortile interno che veniva da uno degli appartamenti al primo piano che si affacciano verso la mia abitazione. Mi ha molto impressionato perché sembrava davvero che quella poveretta fosse molto spaventata”. Anche la portiera dello stabile ha raccontato: “Vengo rimproverata spesso da uomini ai quali chiedo dove vadano: ci sono tante case per appuntamenti”. Importante la dichiarazione del custode del palazzo che ha raccontato di aver pulito le scale poco prima delle 10,49 (ora in cui ha lanciato l’allarme) e che tutto era in ordine. Leggi anche: ROMA, L’OMBRA DI UN SERIAL KILLER: UCCISE DUE DONNE E UNA TRANSESSUALE (VIDEO). Foto di repertorio