Pubblicato il 12 Maggio 2023
L’uomo, che adesso deve rispondere dell’accusa di stalking, si confessava anche per tre ore di seguito pur di stare vicino al parroco. Il religioso, dopo vari mesi di persecuzione, alla fine lo ha denunciato.
Protagonista, in negativo, della storia, è un uomo di sessantatré anni che è stato rinviato a giudizio con l’accusa di stalking, perché per diversi mesi avrebbe perseguitato il parroco di una chiesa nel quartiere San Giovanni a Roma: il 63enne si sarebbe invaghito del prete e avrebbe iniziato a seguirlo per cercare, in tutti i modi, contatti con il religioso non graditi da quest’ultimo. Alla fine il parroco si è deciso per denunciare il 63enne, al quale è stato imposto un divieto di avvicinamento e poi è stato anche rinviato a giudizio.
La notizia è stata diffusa dal Corriere ma, i fatti risalgono al 2021. Il 63enne aveva iniziato a frequentare la chiesa, cercando di continuo contatti con il parroco. Per questo, era sempre in prima fila e chiedeva di essere confessato, pur di stare con il religioso, che tratteneva per almeno 3 ore a volta. Le cose poi hanno cominciato a farsi sempre più persecutorie: il 63enne aveva anche iniziato a seguire il religioso e, stando al racconto dell’accusa, aveva anche dichiarato la sua ‘attrazione’ al religioso.
Il parroco, in un primo tempo, aveva provato a convincere l’uomo a desistere, spiegandogli che per lui c’era solo Dio e che ovviamente non avrebbe avuto alcuna intenzione di avere una relazione ma, il 63enne non si era convinto e continuava, evidentemente, in un atteggiamento fastidioso e persecutorio. Alla fine il parroco, temendo per la sua incolumità, si è deciso per la denuncia.
Adesso, il 63enne, che non può più avvicinarsi al prete, si difende, sostenendo di essere stato frainteso e di essere solo un fedele devoto; opposta la versione del parroco che avrebbe detto di aver dovuto respingere anche tentativi di approccio e richieste di contatto fisico, che l’imputato chiedeva di avere. Foto di repertorio

