Pubblicato il 26 Giugno 2026
La tragedia dopo una violenta discussione in casa
Una drammatica vicenda familiare si è consumata a Roma, dove una lite tra due fratellastri si è conclusa con la morte di uno dei due. La vittima è Cristiano Manca, 39 anni, deceduto dopo quasi 24 ore di agonia in ospedale a causa di una grave ferita da arma da taglio.
In carcere si trova il fratellastro, Daniele D’Agnelli, 34 anni, accusato di omicidio volontario dopo che inizialmente il procedimento era stato aperto per tentato omicidio.
L’aggressione nell’appartamento condiviso
L’episodio si è verificato nella serata di mercoledì 24 giugno all’interno dell’abitazione di via Federico Borromeo, a Roma, dove i due uomini vivevano insieme da diverso tempo.
Secondo una prima ricostruzione degli investigatori, durante una violenta discussione il più giovane avrebbe impugnato un coltello, colpendo il fratellastro con un fendente nella zona dell’ascella.
Al momento dell’aggressione era presente anche la compagna dell’indagato, che sarebbe stata trovata in stato di forte shock dagli operatori intervenuti sul posto.
Il ricovero al Gemelli e il decesso dopo quasi 24 ore
Le condizioni di Cristiano Manca sono apparse immediatamente disperate. La coltellata avrebbe provocato una massiccia perdita di sangue e raggiunto organi vitali, rendendo necessario il trasferimento urgente al Policlinico Gemelli.
Nonostante i tentativi dei medici di salvargli la vita, il 39enne è morto nella serata successiva al ricovero, dopo aver lottato per quasi un giorno tra la vita e la morte.
Con il decesso della vittima, la posizione giudiziaria del fratellastro si è aggravata, trasformando l’accusa da tentato omicidio a omicidio volontario.
Le indagini: al vaglio il movente della lite
Gli investigatori stanno ora cercando di chiarire le cause che hanno portato alla tragedia. Al momento, non risultano precedenti episodi di violenza tra i due fratellastri.
Tra le ipotesi al vaglio degli inquirenti vi sarebbe quella di un possibile contrasto legato alla presenza della compagna dell’arrestato, che potrebbe aver avuto un ruolo nelle tensioni sfociate nell’aggressione.
Per ricostruire con precisione quanto accaduto, la polizia ha disposto il sequestro dell’appartamento e dei telefoni cellulari dei due fratelli e della donna. Gli investigatori sperano che l’analisi dei messaggi e delle comunicazioni possa fornire elementi utili a comprendere i rapporti tra i protagonisti della vicenda e a fare piena luce sul movente del delitto.

