Pubblicato il 3 Giugno 2026
La tragedia nella periferia nord-ovest di Roma
Un giovane di 18 anni, cittadino colombiano, è stato fermato dalla polizia nella serata del 2 giugno con l’accusa di aver ucciso Luca Di Vito, romano di 57 anni, al termine di una violenta lite avvenuta nella zona di Casal del Marmo, alla periferia nord-occidentale della Capitale.
Secondo le prime ricostruzioni degli investigatori, ancora al vaglio degli inquirenti, il motivo del conflitto sarebbe legato a una disputa che andava avanti da tempo riguardante il conferimento dei rifiuti. La vittima non avrebbe tollerato che il giovane depositasse la propria spazzatura nei contenitori situati sotto la sua abitazione. Una tensione crescente che, nella serata di lunedì, sarebbe sfociata in un episodio drammatico.
L’aggressione mortale davanti ai condomìni
I fatti si sono verificati nei pressi dei condomìni di via Villastellone 32, non lontano dal Grande Raccordo Anulare. Intorno alle 21:30, una discussione tra i due vicini sarebbe degenerata rapidamente fino a trasformarsi in un’aggressione mortale.
L’allarme è stato lanciato dai residenti della zona, che hanno richiesto l’intervento dei soccorsi. Sul posto sono giunti gli operatori del 118 e diverse pattuglie della polizia. Per il 57enne, però, non c’è stato nulla da fare: secondo quanto emerso dai primi accertamenti, sarebbe deceduto a causa di una profonda ferita alla gola provocata da un’arma da taglio.
Il fermo del presunto responsabile
Poco dopo il delitto, gli agenti hanno rintracciato e bloccato il presunto autore dell’omicidio, il 18enne di origine colombiana. Il giovane è stato accompagnato negli uffici della Squadra Mobile per gli accertamenti del caso.
Nel frattempo, gli specialisti della Polizia Scientifica hanno effettuato i rilievi nell’area dell’aggressione e raccolto elementi utili alle indagini. Sono state inoltre ascoltate diverse persone presenti nella zona. L’arma utilizzata per il delitto non sarebbe stata ancora recuperata.
Le tensioni precedenti e la possibile dinamica
Stando alle testimonianze raccolte dagli investigatori, i rapporti tra i due vicini erano compromessi da tempo. Alcuni residenti hanno riferito che il giovane avrebbe frequentemente utilizzato i cassonetti della raccolta differenziata situati davanti all’abitazione del 57enne, circostanza che avrebbe generato numerosi contrasti.
Anche nella serata del 2 giugno sarebbe scoppiata l’ennesima discussione. Secondo una prima ricostruzione, il giovane avrebbe invitato il vicino a scendere in strada per affrontare la questione. Il 57enne lo avrebbe quindi seguito fino all’abitazione del ragazzo.
A quel punto, sempre secondo quanto emerso nelle prime fasi dell’indagine, il 18enne sarebbe entrato in casa, avrebbe recuperato un coltello e avrebbe poi colpito il vicino con un fendente alla gola, provocandone la morte.
Gli investigatori stanno proseguendo gli accertamenti per ricostruire con precisione la dinamica dei fatti e verificare ogni elemento emerso nelle testimonianze raccolte.

