Pubblicato il 10 Novembre 2022
Davvero una brutta storia che viene addirittura dal centro di Roma, in zona Colosseo, nel Liceo scientifico Cavour, una delle scuole più famose della Capitale, dove un professore ha rifiutato il compito in classe di uno studente transgender.
Lo studente aveva ricevuto il suo compito in classe e lo aveva poi firmato con il nome d’elezione, chiaramente differente da quello anagrafico. Il professore ha quindi esclamato: “Non hai nessun diritto di utilizzare un altro nome, non mi interessa del regolamento” (il regolamento al quale alluide il docente è quello della “Carriera Alias”, che regola i comportamenti da tenere a scuola con gli studenti trans). In seguito la discussione si è accesa ed è continuata addirittura davanti alla vicepreside – che ha preso le parti a difesa dello studente – mentre il docente non ha fatto passi indietro, affermando: “Davanti a me ho una donna. Non posso riferirmi a te diversamente”.
Da quello che hanno affermato gli studenti, il professore avrebbe depennato il nome maschile dalla verifica e questo ha provocato la ribellione di tutta la classe: “La scuola – hanno dichiarato alcuni studenti – dovrebbe rendere gli studenti e le studentesse cittadini del domani, insegnare rispetto, educazione e inclusione. Il ruolo dell’insegnante è quello di fare un passo in avanti verso chi ne ha bisogno, non due indietro assumendo comportamenti discriminatori, sessisti e transfobici. Questi problemi sono sistemici, si ripetono ogni giorno all’interno delle scuole: esemplari sono gli eventi ai licei Plinio Seniore ed Albertelli”.
Queste invece sono le parole di protesta di Valeria Cigliana della Rete degli Studenti : “La comunità del liceo Cavour si schiera per un modello di scuola che permetta a ognuno e ognuna di avere la libertà di esprimere la propria persona. Faremo in modo che nessuno debba più vivere eventi del genere, nel luogo dove ognuno e ognuna di noi dovrebbe essere se stesso al 100%. Quando un nostro compagno viene toccato o mancato di rispetto, ci mobilitiamo, per una scuola che sia per tutti e tutte, veramente inclusiva”.

