Pubblicato il 8 Ottobre 2022
Unità della divisione operativa Dzerzhinsky, l’elite della Guardia russa, sarebbero entrate in città e si dirigono verso il centro assieme a unità della polizia

Numerosi arresti di militari sono in corso a Mosca, con il traffico nel centro della città che è bloccato.
Lo afferma la pagina Facebook dell’intelligence militare ucraina, citata da Ukrainska pravda.
I media russi al momento non ne parlano.
“Ci sono stati numerosi arresti, detenzioni e blocchi dei militari”, affermano i servizi di Kiev, secondo i quali tutte le unità militari nel perimetro di Mosca sono state messa in alta allerta”.
“Se la notizia dovesse essere confermata sarebbe un segnale molto importante di una possibile sfaldatura, se non frattura, all’interno della macchina militare russa”. Lo afferma il generale Riccardo Marchiò, ex comandante dell’Allied Joint Force Command Brunssum.
“Certo bisognerebbe capire a che livello siano gli arresti – prosegue Marchiò – comunque questo dimostrerebbe che ci sono delle fratture, cosa comprensibile perché da quando è iniziata la guerra Putin ha ‘licenziato’ e cambiato un gran numero di ufficiali. Anche recentemente ha sostituito altri ufficiali e immagino questo non giovi al morale del comparto militare russo”.
“Notizia che inoltre arriva in un momento in cui la situazione non è favorevole alle forze russe e questo potrebbe aggravare lo stato di malessere tanto da portare a defezioni o anche a delle proteste, manifestazioni di dissenso sempre più forti. Chiaramente – aggiunge – servirebbero ulteriori chiarimenti, elementi che possano far capire meglio la reale situazione in atto”.
“Vorrei aggiungere che mi preoccupa anche quanto accaduto al ponte, perché al di là del danno materiale, quella struttura è un simbolo, costruito 4 anni dopo la conquista da parte di Putin della Crimea”.
“Il colpo al ponte non gioca a favore del regime di Putin e a mio parere aumenta anche il rischio: è un ulteriore colpo all’amor proprio si Putin, ora è un momento di grande disagio, non sappiamo quanto la sua figura sia attualmente solida all’interno del paese e se non dovesse più sentirsi vincitore, dato che si immedesima nello zar, il rischio è che potrebbe prendere decisioni estreme e irrazionali”, conclude Marchiò.

