Pubblicato il 2 Settembre 2026
L’allarme del ministro degli Esteri italiano
Il ministro degli Esteri e vicepremier Antonio Tajani lancia un avvertimento sul rischio di possibili interferenze russe nei processi democratici europei. Parlando prima della riunione informale dei ministri degli Esteri dell’Unione Europea a Wicklow, in Irlanda, Tajani ha sottolineato che non si possono escludere iniziative da parte di Mosca volte a condizionare la vita politica dei Paesi membri.
“Non escludo che possano esserci tentativi da parte della Federazione Russa di interferire nella vita democratica dei Paesi dell’Unione Europea”, ha dichiarato il ministro, facendo riferimento in particolare alle elezioni libere e democratiche che si svolgono negli Stati membri.
Le parole di Tajani arrivano dopo le recenti accuse rivolte alla Russia dalla Germania, legate alla scoperta di droni all’aeroporto di Lipsia e ai sospetti su possibili azioni di guerra ibrida.
Beni russi congelati, Tajani: “Prima bisogna verificare la situazione giuridica”
Nel corso dell’incontro con la stampa, Tajani ha affrontato anche il tema dei beni russi congelati e dell’ipotesi, allo studio dell’Unione Europea, di utilizzare tali risorse per sostenere l’Ucraina.
Il vicepremier ha chiarito che l’Italia non è contraria in linea di principio alla possibilità di procedere con la confisca, ma ha evidenziato la necessità di verificare attentamente i presupposti legali.
“Il tema è sempre stato quello dei possibili problemi di tipo giuridico”, ha spiegato Tajani, ricordando che proprio le questioni legali hanno finora impedito di arrivare a una decisione definitiva.
Secondo il ministro, quindi, il principale ostacolo non sarebbe di natura politica, ma riguarderebbe soprattutto la possibilità concreta di intervenire sui beni congelati nel rispetto del diritto.
Vannacci definito “cavallo di Troia” della Russia: la risposta di Tajani
Tajani ha poi commentato le indiscrezioni pubblicate dal Financial Times riguardo a Roberto Vannacci, descritto dal quotidiano britannico come un possibile “cavallo di Troia della Russia”.
Il ministro ha invitato alla prudenza davanti ad accuse di questo tipo, sottolineando la necessità di dimostrare quanto viene affermato.
“Il Financial Times può scrivere quello che vuole. Bisogna sempre poi provare quello che si dice”, ha dichiarato Tajani, aggiungendo di augurarsi che le ricostruzioni sul conto di Vannacci siano false.
Ceuta, Tajani richiama l’attenzione sul rischio jihadista
Tra gli altri temi affrontati dal ministro c’è anche la situazione a Ceuta, enclave spagnola in territorio nordafricano, al centro nelle ultime settimane delle tensioni legate ai flussi migratori e alla sicurezza.
Tajani ha ribadito che esiste, a suo giudizio, un rischio legato al jihadismo, ricordando l’espulsione da Ceuta di tre persone ritenute collegate ad ambienti jihadisti.
Per il ministro, lo stesso provvedimento adottato dalle autorità spagnole rappresenterebbe un riconoscimento dell’esistenza del problema. Tajani ha inoltre sottolineato la presenza di cellule jihadiste nell’area marocchina circostante, sostenendo che sia necessario mantenere alta l’attenzione.
Particolare preoccupazione riguarda anche la gestione dei minori presenti a Ceuta e l’eventuale trasferimento sul territorio spagnolo. Tajani ha sollevato interrogativi sulla possibilità di verificare adeguatamente l’identità e il passato di queste persone prima del loro ingresso nel territorio europeo.
Schengen, Tajani auspica che la proroga sia l’ultima
Il vicepremier ha infine parlato della decisione italiana di prolungare la sospensione del regime di Schengen in relazione alla crisi di Ceuta.
La proroga, ha spiegato Tajani, è stata disposta per continuare a garantire un adeguato livello di sicurezza. Il ministro ha però espresso l’auspicio che i quindici giorni aggiuntivi possano essere gli ultimi.
“Quindici giorni è una proroga, mi auguro possa essere l’ultima”, ha affermato.
Tajani ha precisato che la posizione italiana non nasce da un contrasto con la Spagna, ma dalla volontà del governo di tutelare la sicurezza nazionale e controllare i propri confini.
“Non abbiamo alcun problema con la Spagna”, ha ribadito, spiegando che l’obiettivo dell’Italia è difendere la propria sicurezza e i confini nazionali.

