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Salvini, un anno fa l’uscita dal governo e il 3 ottobre il processo a Catania

Pubblicato il 2 Ottobre, 2020

Matteo Salvini un anno dopo. Un anno fa l’uscita dal governo e la fine del ruolo di ministro dell’Interno e di vicepresidente del Consiglio. Un Salvini ancora leader della Lega e di un centrodestra che miete consensi nei Social, in prima fila contro migranti e il governo Conte, anche se il rischio di un logoramento è dietro l’angolo, come segnalano alcuni sondaggi. La Lega e Salvini sono però sempre in testa nel gradimento come opposizione e il 3 ottobre, a Catania, il leader leghista sarà sottoposto a un processo in relazione al suo operato da ministro, per la Nave “Open Arms” bloccata in mare nell’agosto 2019. «Fra 45 giorni verrò processato in Tribunale a Catania per sequestro di persona, rischio 15 anni di galera per aver difeso i confini, la sicurezza e l’onore dell’Italia. Paura non ne ho, anzi sono orgoglioso di quello che ho fatto. Qualcuno di voi verrà a farmi compagnia?!», domanda Salvini ai suoi followers dalla sua pagina Facebook.

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Ma che Sicilia troverà Salvini, tra polemiche e scontri? Al suo fianco, avrà il presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci. Quando il Senato ha votato a maggioranza a favore del processo per l’ex ministro, così si è pronunciato il presidente: «Nel giorno in cui sbarcano a flusso continuo migranti in Sicilia, con rischio loro e nostro a causa dell’epidemia, il Senato vota a favore del processo per Matteo Salvini. Si tratta di un controsenso politico che tutto il centrodestra denuncia, manifestando vicinanza al segretario della Lega. Si è persa una preziosa occasione per manifestare il primato della politica nelle scelte di governo del fenomeno migratorio. Al senatore Salvini manifesto la mia personale solidarietà e l’augurio convinto che possa trovare presto giustizia».

Al suo fianco Salvini avrà anche il vicesegretario della Lega in Sicilia Fabio Cantarella, assessore catanese che ha difeso il sindaco sospeso Pogliese dagli attacchi dei Cinquestelle e che su Fb tesse le lodi del suo capo politico. Su un altro fronte, sempre in questo periodo caldo, tra prese di posizione sulla tendopoli a Niscemi e richieste al governo d’intervenire, il sindaco di Lampedusa e Linosa, Toto Martello, che si è scagliato contro il «pericoloso gioco dei fomentatori d’odio e di chi fa delle crociate anti-immigrazione la propria bandiera di propaganda politica», con tanto di fake news e “pesanti danni all’economia locale”.

In antitesi, infine, rispetto alle posizioni di Salvini, il deputato palermitano Erasmo Palazzotto, di Sinistra Italiana: «Capisci che Salvini è in difficoltà quando, dopo mesi di propaganda fallimentare sul Coronavirus, torna con la solita lagna sui migranti. E non perché preoccupato per le loro sorti, no.
Ma perché deve raccattare consenso sulla loro pelle. È così che funziona la Lega: contrappone disagi, persone, sofferenze. Alimenta lo scontro sociale perché di quello si nutre. Noi continuiamo a stare dalla parte di chiunque sia in difficoltà. Senza distinzione alcuna. È la nostra idea di mondo e ne andiamo fieri».

Un anno dopo l’uscita dal governo e 45 giorni prima del processo a Catania, Salvini continua a dividere dunque sul piano politico, mentre il suo perenne movimento nei territori e il protagonismo sui Social, con l’obiettivo di consolidarsi come leader dell’opposizione e candidato futuro alla presidenza del Consiglio, continua.

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