Pubblicato il 23 Settembre 2026
L’infiltrazione dopo la riapertura della scuola
Una forte infiltrazione d’acqua ha riacceso l’attenzione sulle condizioni del plesso “Enrico Fermi” dell’istituto comprensivo “Giovanni Falcone” di San Giovanni La Punta, in via Morgioni.
Il caso è particolarmente delicato perché l’edificio è stato recentemente interessato da un intervento di ristrutturazione e messa in sicurezza finanziato con 2 milioni di euro di fondi pubblici, stanziati dal Dipartimento regionale della Protezione Civile.
A sollevare la questione è stata la deputata regionale del Movimento 5 Stelle Lidia Adorno, che ha presentato un’interrogazione al presidente della Regione e al Governo regionale per chiedere chiarimenti sull’accaduto.
L’acqua dal tetto ha raggiunto aula magna e corridoio
L’episodio si è verificato il 16 settembre, appena un giorno dopo l’inizio del nuovo anno scolastico. Un intenso acquazzone ha provocato una consistente infiltrazione all’interno dell’edificio.
Secondo quanto riferito da Adorno, l’acqua sarebbe penetrata dal tetto in quantità significativa, interessando inizialmente l’aula magna e successivamente il corridoio situato nei pressi delle aule.
La consigliera regionale ha sottolineato la necessità di evitare conclusioni premature e di accertare prima i fatti, verificando in particolare se esista un collegamento tra l’infiltrazione e i lavori effettuati recentemente sull’edificio.
Chiesti controlli sulla qualità dei lavori
L’interrogazione presentata alla Regione punta a fare chiarezza soprattutto sulle verifiche effettuate prima della riapertura del plesso.
Tra le richieste c’è quella di sapere se siano stati eseguiti collaudi, sopralluoghi e controlli tecnici per verificare la corretta realizzazione degli interventi e il loro effettivo funzionamento.
Un altro punto riguarda le opere realizzate sulla copertura dell’edificio, con l’obiettivo di capire quali interventi siano stati eseguiti per prevenire le infiltrazioni d’acqua.
La priorità resta la sicurezza
La vicenda pone innanzitutto una questione legata alla sicurezza degli studenti, del personale scolastico e di tutte le persone che frequentano quotidianamente la struttura.
L’obiettivo, viene sottolineato nell’interrogazione, è individuare rapidamente eventuali problemi presenti nella copertura o negli interventi realizzati e intervenire prima che nuove precipitazioni possano provocare ulteriori infiltrazioni.
Sotto esame anche l’utilizzo dei fondi pubblici
Oltre alla sicurezza, la vicenda solleva anche un interrogativo sull’efficacia dell’investimento sostenuto con risorse pubbliche.
L’intervento sulla scuola ha infatti comportato uno stanziamento di 2 milioni di euro. Per questo, secondo quanto evidenziato da Adorno, sarà necessario verificare se le opere eseguite abbiano effettivamente garantito le condizioni di sicurezza e funzionalità previste dal progetto.
Gli accertamenti richiesti dovranno quindi chiarire le cause dell’infiltrazione e verificare la corretta esecuzione degli interventi, senza attribuire responsabilità prima che siano disponibili elementi tecnici definitivi.

