Pubblicato il 3 Agosto 2026
Intervento dei Carabinieri dopo una segnalazione al 112
Momenti di forte tensione a San Giovanni La Punta, nel Catanese, dove una violenta lite familiare si è conclusa con madre e figlia trasportate in ospedale e con l’arresto dell’ex fidanzato della giovane, che ha violato gli arresti domiciliari per raggiungerla al pronto soccorso.
L’intervento dei Carabinieri della Compagnia di Gravina di Catania, supportati dai militari della Stazione di San Gregorio di Catania, è scattato dopo una richiesta di aiuto giunta al 112, che segnalava una violenta discussione all’interno di un’abitazione.
Madre e figlia si feriscono durante la lite
Una volta arrivati sul posto, i militari hanno trovato una 54enne e la figlia di 20 anni con evidenti lesioni, riportate nel corso dello scontro fisico. Dopo aver riportato la situazione alla calma, i Carabinieri hanno richiesto l’intervento del personale del 118, che ha trasferito le due donne in due diversi ospedali di Catania per ricevere le cure necessarie.
Dai primi accertamenti è emerso che la lite sarebbe degenerata per futili motivi e che la giovane avrebbe aggredito la madre, causandole ferite giudicate dai medici guaribili in 20 giorni. Per questo motivo, la 20enne è stata denunciata.
L’ex compagno raggiunge l’ospedale nonostante i domiciliari
Durante gli accertamenti, i Carabinieri hanno individuato al Pronto Soccorso dell’ospedale San Marco anche l’ex compagno della ragazza, un 22enne catanese che si era presentato nella struttura sanitaria con l’intenzione di incontrarla.
Gli approfondimenti hanno però rivelato che il giovane era stato arrestato la sera precedente dai Carabinieri del Nucleo Radiomobile di Catania, perché ritenuto responsabile di gravi lesioni ai danni della stessa 20enne, ed era stato posto agli arresti domiciliari.
False generalità e arresto per evasione
Il 22enne aveva quindi violato le prescrizioni imposte dall’Autorità Giudiziaria, allontanandosi dalla propria abitazione senza autorizzazione. Nel tentativo di evitare i controlli, avrebbe inoltre fornito ai militari false generalità, comportamento che gli è costato un’ulteriore denuncia per false attestazioni sulla propria identità personale.
Per lui è quindi scattato l’arresto con l’accusa di evasione e, su disposizione dell’Autorità Giudiziaria, è stato accompagnato in carcere.
Le contestazioni mosse nei confronti degli indagati si basano sugli elementi raccolti durante le indagini, che saranno valutati nelle competenti sedi giudiziarie, nel rispetto della presunzione di innocenza fino a eventuale condanna definitiva.

