Pubblicato il 2 Ottobre 2026
È stata avviata la procedura di licenziamento collettivo per 38 lavoratori della Fondazione San Pio da Pietrelcina, a San Giovanni Rotondo, nel Foggiano. I dipendenti sono impiegati con il contratto nazionale riservato a sacristi, addetti all’accoglienza e al servizio d’ordine.
La decisione è stata motivata dalla Fondazione con l’aumento dei costi del personale legato al rinnovo del contratto collettivo nazionale dei sacristi per il periodo 2026-2029, a cui si aggiungerebbe una presunta diminuzione del numero dei pellegrini.
Meno pellegrini e attività commerciali in difficoltà
Alla base della scelta ci sarebbe dunque anche una riduzione dei flussi verso il santuario dedicato a Padre Pio. Un fenomeno che, secondo quanto riferito, avrebbe già avuto ripercussioni sulle attività commerciali presenti lungo viale Padre Pio, con la chiusura di diversi negozi specializzati nella vendita di articoli religiosi e souvenir.
Le entrate legate al santuario dipendono infatti anche dalle offerte dei fedeli e dagli acquisti effettuati dai visitatori.
Tra i religiosi presenti a San Giovanni Rotondo c’è anche padre Fedele Conte, 92 anni, zio del leader del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte. Il frate ha osservato che ormai i sacristi avrebbero un ruolo sempre più ridotto, spiegando che alcune mansioni sono state progressivamente affidate alle suore.
I sindacati: “Confronto immediato”
La procedura ha colto di sorpresa le organizzazioni sindacali. Filcams e Fisascat Cisl di Foggia hanno chiesto alla Fondazione un confronto urgente per verificare le motivazioni alla base della decisione e analizzare le conseguenze sul personale.
I sindacati hanno inoltre annunciato la possibilità di ricorrere a iniziative di carattere sindacale e mobilitazioni a tutela dei posti di lavoro.
I segretari generali Pierluigi Di Stasio, per la Filcams, e Antonio Farino, per la Fisascat, hanno espresso la loro netta opposizione all’apertura della procedura.
La comunicazione sarebbe stata formalizzata nella tarda serata del 24 settembre 2026 e riguarderebbe 38 lavoratori su un totale di 89 dipendenti impegnati nei servizi considerati essenziali per il funzionamento quotidiano del santuario.
L’appello dei lavoratori a papa Leone XIV
Di fronte alla prospettiva dei licenziamenti, una rappresentanza dei sacristi ha deciso di rivolgersi direttamente a papa Leone XIV, chiedendo un intervento sul caso.
La lettera, datata 1° ottobre, racconta la preoccupazione dei lavoratori che da anni operano nell’accoglienza dei pellegrini, nel servizio d’ordine e nella gestione quotidiana degli spazi del santuario.
Nella missiva i dipendenti non chiedono al pontefice garanzie sul futuro occupazionale, ma un segnale di attenzione: l’obiettivo è mantenere aperto un dialogo e non perdere la speranza di evitare le conseguenze della procedura di licenziamento collettivo.
A firmare la lettera non è stata l’intera platea dei lavoratori coinvolti, ma una rappresentanza dei sacristi della Fondazione San Pio da Pietrelcina.

