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Scandalo concorsi alla Asl di Latina, Rainone ed Esposito licenziati dopo la condanna

La Asl di Latina ha disposto il licenziamento di Claudio Rainone e Mario Graziano Esposito, condannati in primo grado nell’inchiesta sui concorsi truccati.

Pubblicato il 6 Agosto 2026

Dalla sospensione al licenziamento. Claudio Rainone e Mario Graziano Esposito non sono più dipendenti della Asl di Latina, dopo il provvedimento adottato dal direttore generale Sabrina Cenciarelli in seguito alla condanna pronunciata in primo grado nell’inchiesta sui concorsi truccati.

Come riportato dai colleghi di Latina Oggi, i due erano stati coinvolti nel processo insieme all’ex parlamentare ed ex segretario provinciale del Pd Claudio Moscardelli. La sentenza era stata emessa il 13 dicembre dal collegio penale del Tribunale di Latina presieduto dal giudice Mario La Rosa.

Le pene inflitte dal Tribunale

Rainone, che ricopriva il ruolo di presidente della commissione d’esame, era stato condannato a tre anni e sei mesi di reclusione. Per Esposito, segretario della stessa commissione, la pena era stata fissata in due anni.

Moscardelli aveva invece ricevuto una condanna a un anno, con pena sospesa. Gli imputati erano stati assolti dall’accusa di corruzione, ma riconosciuti colpevoli di rivelazione di segreto d’ufficio e falso.

I concorsi finiti al centro dell’indagine

L’inchiesta, coordinata dal pubblico ministero Valerio De Luca e condotta dalla Guardia di Finanza e dalla Squadra Mobile, riguardava due selezioni della Asl: una per 23 posti da collaboratore amministrativo e un’altra per 70 assistenti amministrativi, alla quale avevano partecipato oltre duemila candidati.

Secondo quanto emerso dalle indagini, alcuni partecipanti avrebbero ricevuto indicazioni e suggerimenti anche attraverso messaggi WhatsApp.

Le sospensioni e le motivazioni della sentenza

Rainone ed Esposito erano stati sospesi dal servizio già nel 2021, con una riduzione dello stipendio del 50% prevista dal contratto nazionale.

Nelle motivazioni depositate il 1° aprile, il giudice aveva richiamato per Rainone la pianificazione delle condotte e il tentativo di eliminare elementi di prova, oltre all’assenza di resipiscenza durante il processo. A Esposito erano state invece riconosciute le attenuanti generiche per il comportamento tenuto in aula e per la posizione subordinata rispetto a Rainone.

Presentato ricorso in Appello

Il procedimento penale non è ancora concluso. Le difese hanno impugnato la sentenza davanti alla Corte d’Appello, mentre sul piano disciplinare la Asl ha già disposto il licenziamento dei due dipendenti.

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