Pubblicato il 6 Marzo 2026
Una giornata di mobilitazione in tutta Italia
La giornata di lunedì 9 marzo si preannuncia particolarmente complicata per cittadini e lavoratori. È infatti previsto uno sciopero generale che coinvolgerà numerosi settori pubblici e privati, con il rischio di forti disagi in diverse attività quotidiane.
A essere interessati dalla protesta saranno scuole, trasporti, sanità, uffici pubblici e vari servizi privati, con la possibilità che molte prestazioni non vengano garantite regolarmente.
Questo significa che genitori e studenti potrebbero trovare le scuole chiuse, mentre spostarsi con autobus, metro o altri mezzi pubblici potrebbe risultare più difficile. Anche visite mediche non urgenti e servizi negli uffici pubblici potrebbero subire rallentamenti o cancellazioni.
Le ragioni dello sciopero
Lo sciopero generale è stato proclamato a livello nazionale e coinvolge tutti i settori lavorativi, sia nel comparto pubblico sia in quello privato.
La mobilitazione è collegata alla Giornata Internazionale dei diritti delle donne, che si celebra l’8 marzo, e nasce con l’obiettivo di richiamare l’attenzione su temi come parità di genere, diritti e autodeterminazione femminile.
Trasporti: possibili disservizi per 24 ore
Per quanto riguarda il settore dei trasporti, l’adesione allo sciopero è stata annunciata dal sindacato Slai-Cobas. L’agitazione dovrebbe avere una durata di 24 ore, anche se saranno comunque garantiti i servizi minimi e le cosiddette fasce di garanzia, che possono variare a seconda della città.
Non tutte le organizzazioni sindacali parteciperanno alla protesta: Usi e Usb non hanno aderito allo sciopero.
Scuola e università: possibile stop alle attività
Nel comparto dell’istruzione, la protesta è stata proclamata dalla Flc Cgil, che ha indetto un’intera giornata di astensione dal lavoro.
Lo sciopero riguarda scuole, università, enti di ricerca e strutture di formazione professionale. Il sindacato ha spiegato che l’iniziativa punta a riaffermare i diritti delle donne e il principio di parità di genere, denunciando la presenza di una cultura maschilista e patriarcale che continua a generare episodi di discriminazione e violenza.
Sanità: garantiti solo i servizi essenziali
La mobilitazione interesserà anche il settore sanitario. Potrebbero aderire allo sciopero infermieri, operatori sociosanitari, ostetriche, personale della riabilitazione e altre figure del comparto, oltre a dirigenti medici, personale sanitario e veterinario e lavoratori tecnici e amministrativi.
Come previsto dalla normativa, saranno comunque assicurati i servizi e le prestazioni sanitarie essenziali, ma per tutte le attività non urgenti potrebbero verificarsi ritardi o cancellazioni.

