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Sciopero dei magistrati: le iniziative in tutta Italia, lo scontro con il governo

Pubblicato il 27 Febbraio 2025

Oggi i magistrati si fermano per uno sciopero in difesa della Costituzione. L’Associazione Nazionale Magistrati (ANM) aveva annunciato la protesta già a dicembre, e il nuovo segretario generale, Rocco Maruotti, ha sottolineato che non si tratta solo di un’astensione dal lavoro, ma anche di un’occasione per dialogare con i cittadini. Indossando coccarde tricolori sulle toghe e stringendo una copia della Costituzione, i magistrati illustreranno le ragioni della loro opposizione alla riforma sulla separazione delle carriere, attualmente in discussione alla Commissione Affari Costituzionali del Senato, dopo il via libera in prima lettura alla Camera.

Il presidente dell’Anm, Cesare Parodi, ha detto: “Non si tratta di uno sciopero contro qualcuno, ma di un’iniziativa a tutela di principi costituzionali in cui crediamo fermamente e che riteniamo essenziali per i cittadini. Non è in alcun modo una difesa di interessi corporativi: non stiamo proteggendo alcun privilegio”.

Il messaggio del Presidente Sergio Mattarella

Alla vigilia della protesta, il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha lanciato un messaggio al Consiglio Superiore della Magistratura durante il Plenum in cui è stato nominato Pietro Gaeta come nuovo procuratore generale della Cassazione. Il capo dello Stato ha sollecitato il Csm ad agire con rapidità nelle sue decisioni e a favorire un clima di equilibrio nei rapporti tra le istituzioni.

Le iniziative in tutta Italia

Oggi in tutta Italia sono previste decine di iniziative ed eventi, con l’appuntamento principale in programma a Roma dalle 10. La giornata si aprirà con un flash mob sulla scalinata della Corte di Cassazione, dove i magistrati, con una coccarda tricolore appuntata sulla toga e una copia della Costituzione in mano, manifesteranno simbolicamente la loro posizione. Successivamente, giudici e pubblici ministeri si riuniranno in una sala del cinema Adriano, proprio di fronte alla Corte, per un’assemblea pubblica aperta alla società civile, alla quale parteciperanno i vertici dell’Anm, magistrati e cittadini.

Durante l’evento interverranno il presidente dell’Associazione, Cesare Parodi, il segretario Rocco Maruotti e il vicepresidente Marcello De Chiara. Tra gli ospiti figurano lo scrittore Gianrico Carofiglio e l’ex presidente dell’Anm, Giuseppe Santalucia. Anche a Milano si terrà un flash mob davanti al Palazzo di Giustizia, seguito da un’assemblea nell’Aula Magna. A Genova, invece, tra i partecipanti ci sarà Antonio Albanese, che leggerà un testo di Piero Calamandrei. A Napoli, l’assemblea avrà luogo nella biblioteca Tartaglione del Palazzo di Giustizia, con la presenza degli scrittori Maurizio De Giovanni e Viola Ardone. In diverse città, inoltre, sono stati organizzati incontri e dibattiti con studenti delle scuole superiori e universitari.

Lo scontro con il governo

Una protesta di ampia portata che si colloca nel contesto dello scontro con la maggioranza di governo e che si svolge a pochi giorni dall’incontro, ancora confermato, con la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, previsto per il 5 marzo.

Un incontro che il segretario dell’Associazione Nazionale Magistrati descrive come “un’occasione di confronto per cercare di spiegare ancora una volta le nostre ragioni rispetto alle obiezioni che poniamo sulla riforma e anche per far capire meglio che non siamo nemici della nazione ma persone che svolgono una funzione delicata che è quella di garantire i diritti dei cittadini”. Maruotti sottolinea inoltre che la separazione delle carriere “non incide sullo status dei magistrati ma mira a riscrivere un pezzo della Carta costituzionale e lo si sta facendo – sottolinea – in un modo non del tutto condivisibile. Alla Camera dei deputati in prima lettura si è andato avanti con un testo blindato. Noi pensiamo che le modifiche della Costituzione richiederebbero quantomeno un maggiore confronto e ascolto”.

Un’interpretazione respinta dal governo, con il sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro che replica: “Le riforme costituzionali avremmo avuto il piacere di farle coinvolgendo tutte le categorie, credo che le abbiamo sollecitate e credo che non sempre abbiano raccolto la nostra sollecitazione”. E assicura inoltre: “Non c’è nessun intervento punitivo nei confronti della magistratura, nessuno spirito di rivalsa” e l’accusa di voler sottoporre il pm all’esecutivo è “decisamente strumentale”.

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