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Scontro tra detenuti rivali nel carcere di Catania: aperta un’inchiesta per rivolta

Pubblicato il 25 Luglio 2026

La Procura indaga sulle cause della violenta rissa tra gruppi contrapposti

Una violenta contrapposizione tra gruppi di detenuti rivali sarebbe all’origine della sommossa scoppiata lo scorso 20 luglio nel carcere di Catania. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, durante gli scontri si sarebbero affrontati alcuni detenuti appartenenti al braccio Amenano e al reparto Simeto, dando vita a momenti di forte tensione e aggressioni fisiche.

L’episodio è ora al centro di un’inchiesta per rivolta in carcere avviata dalla Procura di Catania, che sta cercando di chiarire responsabilità e motivazioni alla base dello scontro.

Al vaglio la posizione di circa 400 detenuti

Il fascicolo è stato aperto dal procuratore aggiunto Fabio Scavone, che sta esaminando la posizione dei circa 400 detenuti ospitati nei due reparti coinvolti.

Gli inquirenti stanno valutando diverse ipotesi investigative, tra cui quella di una possibile lotta interna per il controllo delle attività illecite all’interno dell’istituto penitenziario.

Sequestrati 15 telefoni cellulari dopo la rivolta

Dopo che la situazione è tornata sotto controllo grazie anche all’intervento dei reparti speciali dell’Arma, della polizia, dei carabinieri e della polizia penitenziaria, sono scattate numerose perquisizioni.

Durante i controlli sono stati sequestrati 15 telefoni cellulari, molti dei quali sarebbero stati trovati nel cortile del carcere. Secondo gli investigatori, i detenuti li avrebbero lanciati dalle celle per tentare di disfarsene durante le operazioni di contenimento.

L’ipotesi del controllo interno e il possibile traffico illecito

Tra le piste seguite dalla magistratura c’è quella di una disputa legata agli equilibri di potere tra gruppi di detenuti. Gli investigatori stanno verificando se lo scontro possa essere collegato alla gestione di attività illegali all’interno del carcere.

Tra queste, oltre alla possibile introduzione e utilizzo di telefoni cellulari, viene presa in considerazione anche l’eventuale presenza di un traffico di sostanze stupefacenti all’interno della struttura penitenziaria. Fonte: Ansa

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